Quanto sono persuasive le neurochiacchiere?

Neuoscienze cervello psicologia
Tratto dagli articoli originali:Neurobabble Proves to be Highly Persuasive, Psychology students are seduced by superfluous neuroscienceNeurobabble makes nonsense brain ‘science’ more believable.

E’ da tempo che nella  divulgativa sembra ci sia confusione tra cervello e mente e che molte delle affermazioni relative al comportamento, all’emotività e agli effetti della psicoterapia – per essere più credibili – debbano essere accompagnate da indagini condotte con le tecniche di neuro imaging o da qualche citazione di neuroanatomia: un po’ di amigdala e di sistema limbico non si nega a nessuno.
La ricerca ci dice che la tendenza a giudicare più credibile un fatto o una teoria se accompagnati da dati neuroscientifici, che nel lettore inesperto è più comprensibile, coinvolge anche gli studenti di psicologia e ciò succede anche quando le informazioni neuroscientifiche fornite sono “circolari” cioè non aggiungono nulla a quanto già detto. 

C‘è una sorta di febbre delle neuroscienze che da un po’ di anni ha colpito sia il grande pubblico che molti degli specialisti della mente, prove ne è la nascita di molte discipline – dalle più solide alle più improbabili – che contengono il suffisso “neuro-“: neuroeconomia, neuromarketing, neurostatistica, neurolinguistica, neuropolitica, neuroteologia, neurosemantica, neuroleadership. E’ lecito chiedersi il motivo di tutto questo entusiasmo: qualcuno forse non ci ha informati di qualche scoperta fondamentale?
Ma le neuroscienze hanno davvero dato un contributo così fondamentale e innovativo rispetto alle teorie della mente o sono semplicemente un fenomeno di esplosione commerciale motivato dal fatto che le persone tendono a dare credibilità a tutto ciò che è neuroqualcosa? 

La ricerca sull’effetto dei dati neuropsicologici

Ed eccoci al recente studio del Journal of Cognitive Neuroscience viene commentato dalla BPS Research Digest, la rassegna di studi curata dalla British Psychological Society. Lo studio ha trovato che l’aggiunta di informazioni neuroscientifiche, anche quando del tutto irrilevanti, rendono alcune teorie psicologiche molto più convincenti per gli studenti di psicologia.

In  un totale di quattro studi, i ricercatori hanno chiesto a decine di studenti americani di psicologia di valutare le qualità di brevi spiegazioni (alcune fondate, altre circolari) a proposito di fenomeni psicologici come il riconoscimento facciale o gli stati emozionali. Il risultato principale è che quando alla fine di queste spiegazioni erano aggiunte informazioni neuroscientifiche anche superflue (cioè che non offrivano informazioni aggiuntive), gli studenti valutavano sistematicamente le spiegazioni come migliori. Questo effetto – sorprendentemente – vale anche per quegli studenti che hanno capacità analitiche superiori agli altri ed è anche indipendente dalle convinzioni filosofiche e religiose.

Atteggiamento dei partecipanti verso diverse scienze nell'esperimento n. 3 della ricerca citata
Scienze naturali

 

Le spiegazioni neuroscientifiche dei comportamenti umani piacciono perché le persone sono assetate di spiegazioni semplicistiche, meccanicistiche e cervello-centriche, anche se sono inutili o non hanno senso.Andrew Orlowsky su The Register
Si potrebbe pensare che le neuroscienze siano considerate “scienze dure” rispetto alle teorie psicologiche e dunque aggiungano un po’ di affidabilità alle spiegazioni, ma in realtà i ricercatori hanno provato a sostituire i dati neuroscientifici con dati di fisica, chimica, genetica o matematica e questo non ha sortito lo stesso effetto positivo sulla qualità percepita delle spiegazioni.

La possibile spiegazione

Questo ha portato i ricercatori a pensare che le neuroscienze siano giudicate particolarmente affidabili quando sono inserite nel contesto di fenomeni psicologici e pensano che la ragione più plausibile di questo fenomeno sia che gli studenti di psicologia implicitamente credono nell’ipotesi che “il cervello sia il motore della mente” e dunque assegnano alle neuroscienze un ruolo privilegiato nella spiegazione dei fenomeni psicologici.

In realtà anche questa spiegazione non appare del tutto convincente dato che l’effetto sugli studenti è stato uniforme, indipendentemente dal fatto che questi fossero dei sostenitori di una teoria duale mente-cervello, che credessero quindi che la mente non può essere ridotta al solo cervello.

Un problema ulteriore sulle ricerche neuroscientificheNeuromania di Paolo Legrenzi

Perché dunque tendiamo ad attribuire molta credibilità a tutto ciò che ha un’aria “neuroqualcosa”? Non è ancora chiaro: può darsi si tratti di un pregiudizio comune che ci spinge a identificare nel cervello la sede dei pensieri e dunque a mettere insieme comportamento e neuroni. In ogni caso il problema è particolarmente grave se si considera che addirittura la prestigiosa rivista Nature Neuroscience ha pubblicato un articolo che contesta la metodologia con la quale sono condotti la maggior parte degli esperimenti neuroscientifici mostrando come l’impianto sperimentale della maggior parte delle ricerche renda poco probabile che un risultato statisticamente significativo identifichi davvero un fenomeno esistente.

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A proposito di Davide Baventore

Davide Baventore - Psicologo

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Mi chiamo Davide Baventore, sono uno psicologo sistemico, appassionato di teoria della complessità e delle nuove tecnologie. Vivo e lavoro a Milano, Busto Arsizio e svolgo consultazioni psicologiche online attraverso l'uso di skype. Da quando ho cominciato a studiare psicologia mi sono appassionato alle sue molteplici applicazioni, che la rendono una delle scienze più poliedriche che ci siano. Dall'aiuto a chi si trova in un momento problematico allo sviluppo dell'ergonomia, dalle tecniche di rilassamento alla meditazione, dalle applicazioni in ambito lavorativo allo studio della fisiologia del cervello la psicologia è diventata protagonista di una serie di ambiti diversissimi compreso l'utilizzo delle nuove tecnologie sia in senso positivo che negativo. In questo blog cerco di dare informazioni utili a colleghi psicologi e a persone interessate a conoscere questo mondo profondo e poliedrico. Per ogni domanda e curiosità che avete potete scrivermi attraverso il modulo che c'è nella pagina "chi sono" del sito. Ogni suggerimento è gradito! Se invece vi interessa una consulenza psicologica online cercate le informazioni nell'apposita sezione!

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