La sindrome del tubero solitario

E' possibile creare un disturbo psicologico accidentalmente e far sì che la gente ne parli e lo consideri vero?
[highlight type=”dark”]Dall’articolo di Dean Burnett sul Guardian.[/highlight]

 

Poco più di un mese fa, ho improvvisato un articolo in risposta ad alcune delle cose spiacevoli dette all’indomani del tragico suicidio di Robin Williams.

Immagine dell'articolo: Robin Williams's death: a reminder that suicide and depression are not selfishE ‘stato il mio articolo più letto fino ad oggi con un pubblico che al 99,995% non sarà mai più così ampio, colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno letto e condiviso. Mi hanno mandato molti bei commenti (molto apprezzati) e alcuni meno belli (un po’ meno apprezzati), e l’articolo ha anche stimolato alcune discussioni interessanti. Alcuni hanno sostenuto che la vera motivazione per il suicidio è più complessa di quella che ho proposto, altri hanno sottolineato che è inutile descrivere la depressione come una malattia o un disturbo, altri ancora sostengono che sto glorificando la depressione o che stavo sottovalutando i problemi e così via…

Nel complesso, una cosa che era palese era la totale mancanza di accordo tra chi commentava. Persino tra i professionisti l’esatta natura della malattia mentale e il modo in cui affrontarla è un argomento controverso, se poi la discussione si allarga ai pazienti e al pubblico in generale diventa assolutamente impossibile venirne a capo.

Per esemplificare la questione vi racconto la storia di come ho inavvertitamente creato una una patologia, quella che ho chiamato “Sindrome del tubero solitario”.

E ‘stato diversi anni fa. Avevo finito il mio dottorato di ricerca, ma non avevo un lavoro. Tuttavia c’è un limite alle ore di una giornata che puoi spendere in cerca di lavoro, quindi mi annoiavo molto, vi prego di tenerlo a mente.

Non ho mai cercato di nascondere le figuracce che ho fatto sui media. Le mie “prodezze” erano conosciute nel settore e questo ha fatto sì che mi facessero molte richieste improbabili; una volta sono stato contattato dalla Paramount per partecipare a un breve filmato da utilizzare come contenuto extra del DVD di questo film (non è successo, alla fine, è inutile che lo cerchiate).

Un’altra volta ho ricevuto una chiamata da una società di produzione per sapere se volevo provare a fare il conduttore di un documentario sulle “stranezze” (termine usato da loro) della personalità .

Non dirò il nome della società, mi limiterò a dire che c’erano un sacco di foto di Total Wipeout nella reception. Ho fatto il provino  e sembrava fosse andato bene ma alla fine hanno scelto qualcuno più adatto (traduzione: qualcuno realmente famoso, con i capelli), ma mi hanno detto che non volevano rinunciare alla mia partecipazione al programma.

Durante il provino mi chiesero di spiegare come si sviluppano i tratti di personalità, ma c’è un solo modo di parlare della mente in maniera adatta al grande pubblico: quello sbagliato.

stranezze - psicologia sistemicaMi chiesero anche se avevo eventuali stranezze o abitudini bizzarre, che onestamente non avevo, ma ero convinto che non avrei ottenuto il lavoro se non ne avessi trovata almeno una.

A quel punto mi è venuto in mente un episodio in cui ero a casa e stavo cucinando una patata al cartoccio per pranzo. Il mio forno aveva il solito vetro frontale, così mentre passavo per la cucina l’ho guardato e ho notato la patata da sola nel grande forno e mi è sembrata … solitaria. Sono rimasto seduto in cucina a leggere un libro per un po’ (vi ricordo che ero disoccupato) prima di mettere nel forno un’altra patata, pensando che l’avrei mangiata in un secondo momento. Un fugace momento di irrazionalità, senza dubbio il risultato di trovarmi costantemente a casa da solo e del tentativo di evitare la compilazione di altre domande di lavoro.

Così, quando mi chiesero se avevo delle strane abitudini o stranezze, ho detto che

“non mi piace cucinare una sola patata al cartoccio perché mi sembra che si senta sola.”

Erano entusiasti, e volevano approfondire la questione. Così siamo finiti a fare altre riprese in un supermercato mentre a causa della mia “condizione” acquistavo due esemplari di ogni verdura e ne parlavo con gli altri clienti (cioé mi inventavo delle cose da dire).

Non ne sono orgoglioso e mi sentivo pericolosamente vicino a fingere di avere un problema psicologico. Quelle riprese non sono poi state usate, e ne sono felice, ma non è questo il punto del mio racconto.

Il regista mi disse che anche lui aveva anche questo problema, molti della troupe dissero lo stesso e uno dei produttori disse di averne parlato in ufficio e di aver scoperto che si trattava di un problema piuttosto comune.

Sarebbe andato tutto bene se non fosse per per il fatto che io me l’ero INVENTATO!

Mi chiedevo: “sono forse stato il primo a scoprire un fenomeno diffuso: la tendenza a entrare in empatia con le verdure, come una sorta di pareidolia dei tuberi? Altrimenti perché così tante persone mi avrebbero preso sul serio?

All’epoca mi avevano chiamato perché ero un “esperto” di queste cose (così mi avevano chiamato). Se l’esperto di neurologia l'esperto - psicologia sistemicae psicologia dice che le patate hanno sentimenti, perché dovremmo metterlo in dubbio? Le persone hanno la tendenza preoccupante ad obbedire a qualcuno che percepiscono come più autorevole, per usare un eufemismo.

Ma se ero stato io a inventarmi quel fenomeno perché questa improvvisa e rapida diffusione? Avevo creato una sorta di  “meme”? Si trattava di un delirio di massa? Una variante dell’ ipocondria? Stavamo assistendo a manifestazioni di pensiero gruppale o di influenza normativa: un grande regista è interessato a una condizione psicologica, così coloro che vogliono stupirlo o essere accettati da lui dicono o pensano di averla anche loro?

Da allora mi è capitato di incontrare persone che mi hanno parlato di questa “condizione”  senza sapere che ero stato il primo a nominarla, quindi la voce si era in qualche modo diffusa tra la gente! Poteva trattarsi di una coincidenza, ma all’epoca avevo diffuso il concetto in una grande società di produzione televisiva, niente di meglio per far circolare un’idea!

Qual è il punto di questo aneddoto?

Volevo fare un esempio di come sia facile far pensare a qualcuno di avere un potenziale problema psicologico.

patologie psichiche - psicologia sistemicaMolte stranezze o abitudini sono manifestazioni di disturbi conosciuti, ma spesso si va un po’ oltre:  ci sono persone che sostengono di essere “un po ossessive” se sono un po’ troppo pulite, o confondono l’essere “un po ‘triste” e la depressione vera e propria, o semplicemente attribuiscono qualche aspetto del loro comportamento ai sintomi di una malattia mentale.

Questo non vuol dire che stanno facendo apposta e che non credono a quello che dicono, magari o semplicemente non pensano che ci sia nulla di male.

Ma la storia del tubero solitario serve solo per far vedere quanto sia difficile definire con precisione un problema vero, una condizione clinica, quando ci sono persone come me (e anche psicologi “pop” più cinici ma meno imbranati di me) che diffondono stupidaggini e vengono creduti perché percepiti come “esperti”.

E ‘una lotta costante ma vale sicuramente la pena di farla, basta pensare a com’è incerto e caotico lo studio della salute mentale.

E se sei una uno che lavora per la società di produzione e hai appena scoperto che il problema legato al “tubero solitario” me lo sono solo inventato … ti chiedo scusa.

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A proposito di Davide Baventore

Davide Baventore - Psicologo

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Mi chiamo Davide Baventore, sono uno psicologo sistemico, appassionato di teoria della complessità e delle nuove tecnologie. Vivo e lavoro a Milano, Busto Arsizio e svolgo consultazioni psicologiche online attraverso l'uso di skype. Da quando ho cominciato a studiare psicologia mi sono appassionato alle sue molteplici applicazioni, che la rendono una delle scienze più poliedriche che ci siano. Dall'aiuto a chi si trova in un momento problematico allo sviluppo dell'ergonomia, dalle tecniche di rilassamento alla meditazione, dalle applicazioni in ambito lavorativo allo studio della fisiologia del cervello la psicologia è diventata protagonista di una serie di ambiti diversissimi compreso l'utilizzo delle nuove tecnologie sia in senso positivo che negativo. In questo blog cerco di dare informazioni utili a colleghi psicologi e a persone interessate a conoscere questo mondo profondo e poliedrico. Per ogni domanda e curiosità che avete potete scrivermi attraverso il modulo che c'è nella pagina "chi sono" del sito. Ogni suggerimento è gradito! Se invece vi interessa una consulenza psicologica online cercate le informazioni nell'apposita sezione!

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