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Quello che sapete sul cervello degli adolescenti è falso

cervello adolescenti psicologia sistemica

Dall’originale Everything you know about teenage brains is bullshit di Kathryn Mills

Potete scaricare il testo dal suo sito qui.

Dimenticate quello che avete sentito. Non sappiamo molto su come l’utilizzo di Internet colpisce il cervello.

Dopo anni in cui è stato detto che Internet stava danneggiando il mio cervello, ho deciso di valutare il danno con la raccolta di prove scientifiche. Il mio esame della letteratura scientifica però non ha trovato alcuna prova che l’utilizzo tipico di Internet danneggi il cervello degli adolescenti.

Sono una studentessa di neuroscienze e faccio ricerca sullo sviluppo del cervello umano, in particolare durante l’adolescenza. Il nostro cervello subisce un sacco di cambiamenti tra l’infanzia e l’età adulta, e il laboratorio  in cui lavoro lavoro s’interessa al modo in cui questi cambiamenti riguardano la nostra capacità di muoverci nel mondo sociale. È un lavoro divertente, soprattutto perché in molti, come me, sono interessati a conoscere il cervello degli adolescenti.

Ogni volta che presento la mia ricerca a gruppi di genitori o insegnanti, di solito qualcuno mi chiede qualcosa del tipo: “In che modo le tecnologie digitali influenzano il cervello degli adolescenti?”. Fino a quando ho scritto questo articolo io normalmente rispondevo in maniera prudente, un po ‘ sprezzante e del tutto inutile: “Non lo sappiamo”.

Modi di conoscere

Gli insegnanti sono in possesso di preziose conoscenze sui giovani e le tendenze generazionali. Oltre 2.000 insegnanti di scuole medie e superiori americane hanno risposto ad un recente sondaggio del Pew Research Center, chiedendo loro come pensavano che Internet (e le altre tecnologie digitali) stavano influenzando i loro studenti. La maggioranza degli insegnanti (87%) ritiene che l’uso di Internet stia creando una “generazione facilmente distratta con una capacità di attenzione breve”, e l’88% ha ritenuto che “gli studenti di oggi hanno fondamentalmente  abilità cognitive diverse a causa delle tecnologie digitali con cui sono cresciuti. ”

Mentre i sondaggi possono dirci su come le persone percepiscono il mondo , il metodo scientifico ci permette di testare queste osservazioni per la loro validità. Come ha detto EO Wilson “il cuore del metodo scientifico è la riduzione dei fenomeni percepiti ai principi fondamentali verificabili.

Con questo in mente, ho deciso di rivedere le prove scientifiche per l’impatto di Internet sul cervello – in particolare il cervello adolescente. Tuttavia, per farlo ho dovuto prima capire come definire l’uso di Internet.

Internet

Che cosa significa usare Internet? Il Pew Research Center ha stimato che circa l’87 % degli adulti e il 95 % degli adolescenti in America lo usa. Ma l’uso di Internet è costituito da più attività ed è diverso dall’uso dei videogiochi, dall’uso del computer e dal tempo passato davanti allo schermo (ognuno dei quali può verificarsi offline). Una delle parti più importanti del processo scientifico è definire la variabile di interesse. Ai fini di questa recensione, ho definito l’uso di Internet come l’insieme delle attività quali raccolta di informazioni, intrattenimento e comunicazione alle quali si ha accesso per mezzo del World Wide Web.

adolescenza e internet su Psicologia sistemica

Dei 134 studi trovati la stragrande maggioranza risultavano irrilevanti ai fini della ricerca

 

Quello che ho trovato

Per scoprire se era stata condotta qualche ricerca scientifica su questo argomento ho eseguito una semplice ricerca nella più grande banca dati biomedica per gli studi includendo i termini internet, adolescenza (o adolescente) e cervello. Poi ho guardato i 134 risultati per vedere se erano effettivamente rilevanti. La maggior parte non lo erano. I due studi che ho classificato come studi empirici non hanno misurato i cambiamenti del cervello in risposta all’uso di Internet, ma usavano paradigmi sperimentali che potrebbe dirci qualcosa circa gli effetti dell’uso di Internet. Gli studi che invece riguardano l’uso di Internet per determinare i cambiamenti cerebrali utilizzano un campione non rappresentativo della popolazione, il che significa che i risultati di questi studi sono difficilmente applicabili alla maggior parte degli individui.

La tastiera e il danno fatto

Internet è a volte comparato a droghe come l’eroina, ma penso che sia molto più simile al caffè (che si stima che l’83% degli americani adulti beva). Gli studi che hanno indagato gli effetti dell’uso di Internet sul cervello degli adolescenti si sono concentrati su adolescenti che dall’uso di Internet avevano sviluppato un problema (a volte indicato come Utilizzo di Internet Patologico) . Potrebbe sorprendere un po’ sentire che la maggior parte degli adolescenti (95,6 %) non rientra in questa categoria. La maggior parte degli adolescenti, come gli adulti, non sviluppa gravi problemi dall’utilizzo di Internet. Anche se utilizziamo internet tutti i giorni la maggior parte di noi è un utente funzionale. Ciò significa che gli studi che hanno dimostrato cambiamenti del cervello negli individui che utilizzano Internet  non si possono generalizzare alla maggior parte degli adolescenti .

Quello che sappiamo

Anche se non possiamo sapere molto su come Internet influenza lo sviluppo del cervello, vi è stato un ampio lavoro sul modo in cui diverse attività su Internet condizionano la salute e il benessere degli adolescenti. Significativamente, sta diventando chiaro che l’utilizzo tipico di Internet non rimpiazza il tempo trascorso facendo attività reali, come partecipare a sport e associazioni.

Una revisione della letteratura condotta cinque anni fa ha scoperto che comunicare con gli amici attraverso Internet è funzionale all’aumento dei livelli di connessione sociale negli adolescenti. E, come sono sicuro che molti lettori sappiano già, Danah Boyd ha recentemente scritto un libro fantastico sull’uso dei social media in adolescenza che affronta l’argomento a un livello di dettaglio mai raggiunto prima.

Nella revisione, ho descritto alcuni studi che potrebbe dirci qualcosa su come Internet possa plasmare il nostro modo di interagire con il mondo. Sebbene questi studi non possano dirci se Internet sta davvero creando una generazione con “differenti abilità cognitive” suggeriscono che il nostro modo di trattare le informazioni potrebbe cambiare favorendo solo determinate abilità .

Un progetto per lo sviluppo del cervello

Esperienze ripetute nel mondo influenzano l’architettura neurale ad un certo livello; così funziona il nostro cervello. Questo è vero per un cervello umano di qualsiasi età. Tuttavia, il cervello in via di sviluppo ha più capacità di cambiamento. Poiché l’esperienza determina in parte quali connessioni neurali sono mantenute e rafforzate durante l’adolescenza alcuni adulti sono preoccupati che l’uso di Internet possa “ricablare” i cervelli della generazione attuale. Questo è esattamente il tipo di prova che manca.

 

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21788513

 

Sebbene si pensi sempre che l’uso di Internet danneggi il cervello, quest’idea non è estesa ad altre attività come la formazione musicale. Quando ho condotto una ricerca simile, sostituendo il termine “Internet” con “musica”, ho trovato alcuni interessanti studi che esaminano come lo studio della musica sia correlato alle variazioni nel funzionamento del cervello e nelle capacità cognitive in popolazioni rappresentative (non musicisti professionisti).

Forse in futuro le ricerche potranno applicare lo stesso metodo all’uso di Internet. Tuttavia, è importante notare che gli studi che mostrano correlazioni semplici tra variazioni del cervello e comportamento non possono dirci se il comportamento ha causato il cambiamento o se i cambiamenti del cervello influenzano il suo stato. Solo studi longitudinali e studi che comprendono misure degli esiti funzionali (ad esempio , misure cognitive e misure del benessere) possono farlo.

L’assenza di prove non è prova di assenza

Giusto per essere chiari: non sto dicendo che l’uso di Internet non influenza lo sviluppo del cervello. Io non ho trovato prove che suggeriscano che l’uso di Internet ha o non ha un effetto profondo sullo sviluppo del cervello.

Inoltre, io sono uno scienziato. Non mi sorprenderebbe essermi perso qualche studio rilevante. Questo è il motivo per cui sto curando un elenco di studi scientifici relativi a questo argomento. Se siete a conoscenza di studi che potrebbero essere aggiunti a questo elenco, vi prego di segnalarli qui. In questo modo, chi scriverà la prossima revisione degli studi potrà incorporare quante più prove possibile .

Conflitto di interessi : sono cresciuto su Internet

Poco dopo aver dato una presentazione su questo argomento al 2014 SXSW Interactive Festival, mia madre ha tirato fuori questo video:

Come si potrebbe capire dai capelli e dalla voce, mia madre ha speso un sacco di tempo nella scena tecnologica della fine degli anni ’80. Ha lavorato con i computer per più anni di quelli che io ho vissuto. Quindi so che sono di parte. Penso che Internet non può essere così male perché sono cresciuto su Internet.

Ogni volta che un adulto mi chiede se l’uso di Internet stia danneggiando il cervello degli adolescenti, sono tentata di rivelare che ho utilizzato Internet da quando avevo 9 anni. Penso di funzionare abbastanza bene. Tuttavia, cercare di combattere una credenza con un’altra credenza non risolverà il problema. Inoltre, è chiaro che l’uso di Internet è fondamentalmente diverso oggi rispetto a quando ero bambino.

La paura di Internet svanirà

Mano a mano che i nativi digitali popoleranno la scienza e le posizioni di potere  la paura che Internet stia danneggiando il cervello svanirà. Una nuova tecnologia ne prenderà il posto. Possiamo combattere questo ciclo infinito di paure includendo voci più giovani nei dibattiti sui temi che li riguardano. Un grande esempio di scienziati ascolto ai giovani è uno studio condotto da Suparna Choudhury e colleghi, in cui i neuroscienziati hanno chiesto agli adolescenti cosa pensavano sui modelli scientifici del cervello in età adolescenziale.

Aprire la discussione

Spero che questo, e la revisione , provocherà un dibattito. Purtroppo credo che la discussione su come Internet potrebbe compromettere lo sviluppo del cervello è stata dominato da adulti ‘esperti’. Le esperienze dei giovani e i loro pensieri su questo argomento sono preziose fonti di conoscenza. Senza dubbio l’uso di Internet influisce sulla nostra vita tuttavia al momento non sappiamo come e se sta influenzando lo sviluppo del cervello. Quindi, se qualcuno ha delle idee su come verificarlo le tiri fuori.

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A proposito di Davide Baventore

Davide Baventore - Psicologo

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Mi chiamo Davide Baventore, sono uno psicologo sistemico, appassionato di teoria della complessità e delle nuove tecnologie. Vivo e lavoro a Milano, Busto Arsizio e svolgo consultazioni psicologiche online attraverso l'uso di skype. Da quando ho cominciato a studiare psicologia mi sono appassionato alle sue molteplici applicazioni, che la rendono una delle scienze più poliedriche che ci siano. Dall'aiuto a chi si trova in un momento problematico allo sviluppo dell'ergonomia, dalle tecniche di rilassamento alla meditazione, dalle applicazioni in ambito lavorativo allo studio della fisiologia del cervello la psicologia è diventata protagonista di una serie di ambiti diversissimi compreso l'utilizzo delle nuove tecnologie sia in senso positivo che negativo. In questo blog cerco di dare informazioni utili a colleghi psicologi e a persone interessate a conoscere questo mondo profondo e poliedrico. Per ogni domanda e curiosità che avete potete scrivermi attraverso il modulo che c'è nella pagina "chi sono" del sito. Ogni suggerimento è gradito! Se invece vi interessa una consulenza psicologica online cercate le informazioni nell'apposita sezione!

Comments 2

  1. Interessante disamina che, in fondo, sembra dire quello che noi primi “nativi digitali” abbiamo sempre pensato, perché vissuto sulla nostra pelle: il computer (non parlo direttamente di Internet perché l’ho conosciuto relativamente tardi, ma ho comunque vissuto a stretto contatto con la tecnologia) è solo un mezzo, e in quanto tale non danneggia direttamente; se danni ci sono originano da altro e trovano nel computer/internet uno mezzo per esprimersi.

    E, visto che non sono più annoverabile tra i “giovanissimi”, inizio ad avere i timori da “adulto”: Mi viene da chiedermi come influisce sulle persone che imparano oggi ad usare la Rete il modo in cui oggi questa è strutturata.
    Se “ai bei vecchi tempi” la Rete era una struttura poliedrica, oggi mi sembra che assistiamo ad una uniformità preoccupante.
    5/10 anni fa ero iscritto a 5 forum tematici diversi, usavo una chat tutte le sere mentre girovagavo per una land virtuale (e avevo anche il tempo per vivere il mondo reale)… Oggi le land virtuali, i forum e le chat hanno lasciato il posto ai social network, dove però confluiscono un numero estremamente alto di utenti, portando quindi ad una “uniformità” dei contenuti permessi che stride molto invece con quel luogo di aggregazione delle sub-culture che era la Rete.

    Mi rendo conto che sembro come i vecchietti che guardano i lavori del nuovo supermercato e ricordano con nostalgia il campo da bocce che è stato demolito per farvi posto… Però il timore che questa “uniformità” dei contenuti permessi possa portare ad una ulteriore ghettizzazzione delle sub-culture rimane…

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      E’ una riflessione interessante in effetti. Così in maniera “spannometrica” direi che adesso – rispetto a prima – c’è spazio per entrambe le cose. Probabilmente all’epoca di Usenet la stragrande maggioranza degli utenti erano appassionati, spesso amatori, della tecnologia che trovavano uno spazio per condividere interessi molto di nicchia. Oggi forse questa parte è diventata residuale rispetto all’utilizzo – più frequente – dei social network ma la capacità di mettere in comunicazione persone lontane interessate a temi particolari, a volte controculturali, credo esista ancora. Le comunità di hacker (nel significato originario del Jargon file) potrebbero esserne un esempio.
      Ricordo ancora con un po’ di meraviglia un signore che, durante un corso di alfabetizzazione informatica, chiedeva come cercare informazioni in internet sugli oscilloscopi, mi sa che anche quello è rimasto un argomento per pochi appassionati!

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