Psicologia del ritardo: se anche voi dovete sempre dire “scusa”

ritardo - psicologia sistemica

© paulmaguire

Siete anche voi tra quelli che arrivano sempre in ritardo?

La maggior parte delle persone che arrivano in ritardo vorrebbero cambiare questa abitudine ma spesso non riesce. Il fatto che il resto del mondo non apprezzi per niente di dover aspettare non sembra così rilevante per loro. Chi è puntuale pensa che i ritardatari siano egoisti, disinteressati o che cerchino di esercitare una qualche forma di controllo. Ma la realtà non è sempre così semplice….

Nel suo libro “Never Be Late Again” Diana DeLonzor descrive una ricerca condotta alla San Francisco State University che ha coinvolto 225 persone per cercare di capire quali tratti di personalità sono associati all’abitudine di arrivar tardi. I risultati dicono che ansietà e distrazione sono spesso associati alla tendenza ad arrivare in ritardo così come una minor  autodisciplina.

Come risolvere il problema? La DeLonzor ironizza dicendo che dire a un ritardatario di arrivare in orario è come dire a qualcuno che è a dieta di non mangiare tanto. Se fosse così facile tutti dimagriremmo facilmente!

Con il giusto approccio, tuttavia, anche chi è sempre in ritardo può cambiare.

Che tipo di ritardatari siete?

Il primo passo per diventare puntuali è capire come si è fatti. Sedetevi e pensate al vostro comportamento. Siete sempre in ritardo o solo in alcune occasioni? Come vi sentite quando siete in ritardo? Cosa vi fa ritardare? Ci sono dei comportamenti che potreste evitare per arrivare in orario?

Se siete sempre in ritardo più o meno allo stesso modo non si tratta solo di casualità. Forse qualcosa nelle situazioni sociali vi agita oppure cercate di ritardataria - psicologia sistemicainfilare troppi impegni nella vostra giornata con il risultato che non riuscite a star dietro a tutto.

Per farvi capire che tipo di ritardatario siete la DeLonzor ha provato a descrivere 7 categorie nelle cui prime 3 rientrano  la maggior parte delle persone cronicamente in ritardo:

L’Ultimo-minutista apprezza la corsa dell’ultimo minuto. Vive di urgenze e spesso afferma di lavorare meglio sotto pressione. A volte è difficile per gli ultimo-minutisti muoversi se non c’è una crisi (anche se questo significa crearne una apposta). Corrono di qua e di là come un modo per alleviare la noia.

Il Produttore ha bisogno produrre il più possibile nel minor tempo. Si sente meglio con se stesso quando sta spuntando le voci della sua lista delle cose da fare. I produttori tendono a usare il “pensiero magico”, sottovalutando la quantità di tempo che i loro compiti richiedono. Odiano perdere tempo, così programmano di fare uso di ogni minuto della giornata.

Il Distratto che perde facilmente l’attenzione.I distratti spesso smarriscono la cognizione del tempo, sbagliano a prendere le chiavi della macchina e dimenticano gli appuntamenti.

Le persone di solito si identificano con più d’uno di questi tipi. Gli altri quattro sono: il Razionalizzatore, che non ammette mai pienamente di di essere incapace di arrivare puntuale; il Permissivo  che manca di auto-controllo; il Fuggitivo che cerca di controllare i sentimenti di ansia arrivando in ritardo; e il Ribelle, che arriva tardi per affermare il suo potere (e di solito è un uomo) .

Cosa ti fa arrivare in ritardo?

Ognuno ha il suo modo di arrivare in ritardo. I Produttori, ad esempio, cercano di fare troppe attività per cui tendono a ritardare perché stanno cercando di finire l’impegno precedente….per il quale erano già in ritardo!
Altri invece fanno fatica ad uscire di casa in tempo, anche se sono già pronti, perché all’ultimo momento vengono improvvisamente colti dall’esigenza di fare cose che potrebbero evitare: aprire la posta, chiudere tutte le persiane, cercare proprio quel libro che non trovano e non avevano cercato prima.

gatto ritardo - psicologia sistemica

Mandare un messaggio con scritto “sono in ritardo di 5 minuti” non li giustifica e non è nemmeno una buona scusa per fare ancora un’ultima cosa prima di uscire!

Come smettere di arrivare in ritardo

Prima di tutto non illudetevi: non è una cosa facile. Ma certamente ce la potete fare, basta provare a seguire alcune regole per aiutarvi

  1. Per prima cosa cominciate da qualcosa di facile e piccolo. Fatevi una promessa e siate inflessibili: che obiettivo potete raggiungere più facilmente? Non cominciate subito con l’obiettivo finale, mi raccomando! Ad esempio se dovete arrivare prima al lavoro è bene che il vostro obiettivo non sia subito questo. Dovreste concentrarvi piuttosto sulle tappe intermedie, ad esempio uscire di casa a una certa ora o finire di fare colazione prima del solito. Potete anche puntare la sveglia dopo esservi svegliati per avere un segnale di quando dovete terminare gli obiettivi intermedi che vi siete posti. Forse potreste cercare di prendere l’autobus o la metropolitana che passano a una determinata ora. In ogni caso non perdete la fiducia, se non siete riusciti col primo obiettivo provate con uno più facile ancora.Se riuscite ad arrivare in qualche posto in orario chiedetevi: come mi fa stare? Siete annoiati? Felici? Ansiosi? Vi sentite persi? Questo vi potrà dare utili informazioni sul motivo per cui tendete ad arrivare in ritardo!
  2. Provate a misurare il tempo che ci mettete a fare qualcosa o ad arrivare da qualche parte. Non arrivate in tempo al lavoro, all’aperitivo con gli amici o in palestra? Beh, cercate di capire quanto ci mettete davvero ad arrivare lì, cronometrandovi (ad esempio col cellulare). Poi confrontate il tempo reale con le vostre aspettative….pensavate di metterci meno?
  3. Non cercate di arrivare all’ora esatta. Nemmeno in ritardo. Quindi…in anticipo. Se sapete di metterci un quarto d’ora ad arrivare in un posto allora uscirete almeno 20 minuti prima perché gli imprevisti vanno calcolati. Non siete forse mai tornati in casa per prendere un ombrello, un documento, il lettore Mp3 che vi eravate dimenticati? L’imprevisto è la norma, non l’eccezione!
  4. Se quando arrivate in orario, o addirittura in anticipo, non sapete cosa fare e magari siete un po’ in ansia allora è meglio che prima di uscire abbiate chiaro che cosa farete durante l’attesa. Potete chiamare qualcuno che non sentite da un po’ oppure leggere un libro che avete con voi, o cogliere l’occasione per usare il vostro smartphone e controllare quali sono le prossime uscite al cinema.

Se è un amico ad arrivare sempre in ritardo

Mettetevi il cuore in pace. Cambiare non è semplice e in ogni caso si cambia solo quando ci si prende la responsabilità di rendersi conto che http://www.psicologiasistemica.net/wp/wp-content/uploads/2014/05/aspettare-psicologia-sistemica.jpgqualcosa non va e si prova a evolvere.

Se frequentate qualcuno che arriva sempre in ritardo è inutile che ci litighiate. Parlate chiaro e tranquillamente spiegando che il ritardo vi mette in difficoltà e che, se dovesse succedere oltre un certo limite (che deciderete voi) potreste anche andarvene prima che l’altro arrivi.

Può darsi che questo lo aiuti a riflettere sui propri comportamenti oppure che rimanga lì, come un seme che aspetta di germogliare quando si saranno accumulate sufficienti esperienze che gli dimostrano quanto controproducente sia il suo comportamento.

Provare a raccomandargli “mi raccomando, arriva in orario!” è probabile che non risolva mai il problema, anzi, se si tratta di una persona che usa il ritardo anche per segnalarvi la sua indipendenza, la sua autonomia, il fatto che ci sono cose più importanti di voi o il suo essere superiore a tutto può darsi che la vostra raccomandazione avrà l’effetto contrario!

Se proprio non riuscite a smettere

Il ritardo non è genetico. Mettetevi il cuore in pace: è un comportamento che ha un significato e affonda le radici da qualche parte lì, nella vostra personalità.

Se vi sta causando un po’ troppi problemi relazionali, lavorativi, organizzativi forse è il caso di prendere in considerazione l’idea di fare un lavoro su di voi per capire a cosa è dovuto e come affrontarlo seriamente. Non arrivate in ritardo anche su questo!


A proposito di Davide Baventore

Davide Baventore - Psicologo

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Mi chiamo Davide Baventore, sono uno psicologo sistemico, appassionato di teoria della complessità e delle nuove tecnologie. Vivo e lavoro a Milano, Busto Arsizio e svolgo consultazioni psicologiche online attraverso l'uso di skype. Da quando ho cominciato a studiare psicologia mi sono appassionato alle sue molteplici applicazioni, che la rendono una delle scienze più poliedriche che ci siano. Dall'aiuto a chi si trova in un momento problematico allo sviluppo dell'ergonomia, dalle tecniche di rilassamento alla meditazione, dalle applicazioni in ambito lavorativo allo studio della fisiologia del cervello la psicologia è diventata protagonista di una serie di ambiti diversissimi compreso l'utilizzo delle nuove tecnologie sia in senso positivo che negativo. In questo blog cerco di dare informazioni utili a colleghi psicologi e a persone interessate a conoscere questo mondo profondo e poliedrico. Per ogni domanda e curiosità che avete potete scrivermi attraverso il modulo che c'è nella pagina "chi sono" del sito. Ogni suggerimento è gradito! Se invece vi interessa una consulenza psicologica online cercate le informazioni nell'apposita sezione!

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