Quante cose puoi indovinare dalla voce di una persona?

Un'indagine sintetizza i dati di diverse ricerche psicologiche sulla percezione della voce: quali e quante cose capiamo da essa? E quali gli errori comuni?

See on Scoop.itPsicologia sistemica Il nostro cervello deduttivo non si smentisce neppure quando siamo al telefono o mentre ascoltiamo qualcuno che parla alla radio. E ci permette di scoprire qualcosa di più del nostro interlocutore dalla sua voce. Ma questa può anche trarci in inganno.Secondo alcune ricerche le donne prediligono gli uomini con la voce meno acuta e più profonda. Ma dal punto di vista riproduttivo non sempre è una buona scelta. Cosa siamo in grado di capire di una persona, semplicemente parlandole al telefono? L’età? La provenienza geografica? L’umore? Sì, e non soltanto questo. Scienziati e psicologi sono convinti che la voce umana possa darci almeno 4 informazioni preziose in più sul nostro interlocutore. Ma non sempre tutto fila liscio. E anche il nostro cervello può essere ingannato. 1. L’altezza Secondo uno studio presentato nel 2013 a un meeting dell’Acoustical Society of America, ascoltare anche solo poche righe pronunciate ad alta voce ci permetterebbe di distinguere il più alto tra due speaker e anche di mettere un gruppo di cinque persone in fila in base alle loro altezze, con una certa precisione. Una chiave per decifrare tale caratteristica fisica, potrebbe trovarsi nell’intonazione: le persone più alte tendono ad avere voci dal tono più profondo. 2. L’età Nel 2010 alcuni ricercatori hanno chiesto a 97 persone di ascoltare le voci di 100 persone di età tra i 2 e i 67 anni, scoprendo che i volontari riuscivano a indovinare spesso a quale fascia di età appartenessero gli speaker. E sebbene tendevano a sottostimare l’età esatta degli uomini i 45 e i 67 anni, in compenso quasi tutti si dimostravano bravi a identificare le voci dei bambini e quelle degli adolescenti (la ricerca è stata in seguito pubblicata sul Journal of Social, Evolutionary and Cultural Psychology). 3. Se (un uomo) è etero o gay Secondo gli psicologi dell’università dell’Ohio (Usa) gli ascoltatori più attenti potrebbero individuare se il loro interlocutore è gay, semplicemente sentendolo parlare per pochi istanti. Ai volontari di un esperimento è infatti bastato sentire le prime due sillabe di una parola inglese come “mass” o food” per riuscire a distinguere nel 75% dei casi gli uomini eterosessuali da quelli di orientamento gay. L’informazione “chiave” in questo caso sembra essere contenuta nel suono delle vocali. Ma i ricercatori non hanno abbastanza dati per esserne sicuri, visto che lo studio è stato condotto sulle voci di un campione ristretto di 14 persone. 4. Se è una persona sensuale Il protagonista del film Her (Lei) di Spike Jonze, si innamora del sistema operativo del suo smartphone, dotato di una voce particolarmente sensuale (quella dell’attrice Scarlett Johansson). Ma se è vero che una voce può indurci in tentazione, non è detto che mantenga le promesse. Uno studio pubblicato nel 2013 sulla rivista Plos One ha rivelato che se è vero che gli uomini preferiscono le donne dalla voce più acuta (che si accorda con un corpo più esile), le donne preferiscono voci maschili profonde, perché le ritengono più virili. Ma in tal caso la voce potrebbe ingannarle: secondo un altro studio pubblicato nel 2011 da Plos One, gli uomini con voce bassa tendevano ad avere spermatozoi di qualità inferiore rispetto alle loro controparti dalle voci più acute. E non sempre possiamo capire se… …Un attore sta mascherando la sua voce. Lo dice un altro studiopresentato all’edizione del 2013 del meeting della Acoustical Society of America, secondo cui un algoritmo informatico è in grado di battere gli esseri umani nello scoprire se un doppiatore esperto cambia la sua voce. Il computer è avvantaggiato perché è in grado di verificare le variazioni della frequenza del tono vocale, mentre noi ci lasciamo distrarre da altri fattori.

Davide Baventore – www.psicologiasistemica.net‘s insight:
Interessante per lo psicologo capire come il linguaggio non verbale influenzi la comunicazione.   In questo caso si parla di voce, quindi di una forma di comunicazione che – con gli attuali mezzi – non necessità nemmeno della vicinanza fisica degli interlocutori come ad esempio succede nelle conversazioni telefoniche.   Studi di questo tipo potrebbero essere fatti anche sulla comunicazione via chat: quali indizi si possono ricavare dalla struttura della conversazione attraverso mediata dal computer?

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A proposito di Davide Baventore

Davide Baventore - Psicologo

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Mi chiamo Davide Baventore, sono uno psicologo sistemico, appassionato di teoria della complessità e delle nuove tecnologie. Vivo e lavoro a Milano, Busto Arsizio e svolgo consultazioni psicologiche online attraverso l'uso di skype. Da quando ho cominciato a studiare psicologia mi sono appassionato alle sue molteplici applicazioni, che la rendono una delle scienze più poliedriche che ci siano. Dall'aiuto a chi si trova in un momento problematico allo sviluppo dell'ergonomia, dalle tecniche di rilassamento alla meditazione, dalle applicazioni in ambito lavorativo allo studio della fisiologia del cervello la psicologia è diventata protagonista di una serie di ambiti diversissimi compreso l'utilizzo delle nuove tecnologie sia in senso positivo che negativo. In questo blog cerco di dare informazioni utili a colleghi psicologi e a persone interessate a conoscere questo mondo profondo e poliedrico. Per ogni domanda e curiosità che avete potete scrivermi attraverso il modulo che c'è nella pagina "chi sono" del sito. Ogni suggerimento è gradito! Se invece vi interessa una consulenza psicologica online cercate le informazioni nell'apposita sezione!

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