Psicologia del licenziamento – 7 consigli

Psicologia del licenziamento - come affrontare il momento critico

Perdere il lavoro, come perdere una persona cara?

Perdere il lavoro è uno degli eventi più difficili che può capitare di dover affrontare. Molti sono gli effetti collaterali emotivi e fisici che seguono a un licenziamento.

Il lavoro è una componente fondamentale della nostra identità: ci definisce in quanto cittadini che contribuiscono alla società, ci dà valore in famiglia, determina come e dove investiamo le nostre energie per anni; anche gli altri spesso sono abituati a pensare a noi nei termini del lavoro che facciamo o dell’azienda che ci ha assunto.

Essere licenziati può dare origine all'alternarsi di emozioni diverse - psicologia del licenziamentoUn’altalena di emozioni

Per questo, le emozioni che seguono la perdita di un posto di lavoro sono simili al dolore provato quando si perde una persona cara. Rabbia, tristezza, confusione e disorientamento la fanno da padrone.

“Sentirsi in imbarazzo è normale , ma di solito è un sentimento che provano coloro che sono stati licenziati a causa delle loro prestazioni” , dice Jaime Klein , fondatore una società che si occupa di risorse umane, con sede a New York City .

Le emozioni non seguono un andamento regolare: molte persone riferiscono che  si alternano, quindi in un momento ti senti triste poi la tristezza si trasforma in rabbia, poi ansia, poi rabbia ancora, e così via.

Può sembrare interminabile….

Non c’è un calendario per sentirsi meglio. Si potrebbe vacillare per settimane e addirittura mesi – in particolare se ci vuole tempo per trovare un nuovo lavoro. Per molte persone, i sentimenti provocati dalla perdita del lavoro sono influenzati da ciò che sta capitando nella loro vita. Infatti, il fatto che tu sia stato licenziato un mese fa potrebbe essere la ciliegina sulla torta di un già pessimo periodo.

I cambiamenti d’umore, non sono l’unica cosa che può capitare. Una persona che ha perso il lavoro potrebbe sperimentare i sintomi fisici associati allo stress, come dolori al petto, mal di testa e attacchi di panico .

E ‘ sano prendere diversi giorni, settimane per recuperare emotivamente dalla perdita di un lavoro. Se i sentimenti negativi persistono per più di sei mesi sarebbe il caso di consultare uno psicologo per analizzare la situazione e analizzare la situazione. In un mercato del lavoro molto competitivo l’atteggiamento conta molto e sentirsi perdenti in partenza non favorisce la possibilità di trovare un altro impiego.

 

Alcuni consigli

rimettere insieme i pezzi - psicologia del licenziamento1 . Primo rimettete insieme i pezzi. Cercare lavoro subito dopo averlo perso può essere controproducente: sostenere un colloquio quando si è ancora emotivamente scossi potrebbe favorire una valutazione negativa.

2 . Cercate di migliorarvi: i colloqui di lavoro che sosterrete ci potranno dare un’idea di quali sono i vostri punti di debolezza e i vostri punti di forza. Usate queste informazioni per cercare di adattare il vostro profilo ed eventualmente sviluppare nuove competenze.

3 . Fate esercizio fisico: servirà a tenervi occupati, stimola il buon umore, vi dà uno scopo in un momento in cui ne avete bisogno e inoltre vi darà un aspetto migliore nei colloqui che sosterrete.Fare volontariato aiuta quando si rimane senza occupazione
4 . Fate volontariato: è un’attività arricchente, fa sentire utili e aiuta a costruire nuove relazioni sul territorio in cui vivete
inoltre vi aiuta a spostare l’attenzione su un’attività positiva invece che su ciò che di negativo vi è capitato.

5 . Provate a darvi obiettivi quotidiani: decidete cosa farete ogni giorno della settimana. Questo vi permette di non cadere obiettivi - psicologia del licenziamentonella condizione di chi perde tempo perché non sa bene cosa fare. Cercate corsi di aggiornamento gratuiti, aggiornate il vostro curriculum e la lettera di presentazione, esplorate su internet alla ricerca di occasioni, informazioni, esperienze.

7 . Cercate l’ironia: aver perso il lavoro non è una misura della vostra abilità o del vostro valore. Anche se si tratta di un momento drammatico cercate di alleggerirvi da ogni possibile senso di colpa. Come faceva dire Beckett a un personaggio in “Finale di partita“: “Sei sulla Terra, non c’è cura per quello”.

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A proposito di Davide Baventore

Davide Baventore - Psicologo

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Mi chiamo Davide Baventore, sono uno psicologo sistemico, appassionato di teoria della complessità e delle nuove tecnologie. Vivo e lavoro a Milano, Busto Arsizio e svolgo consultazioni psicologiche online attraverso l'uso di skype. Da quando ho cominciato a studiare psicologia mi sono appassionato alle sue molteplici applicazioni, che la rendono una delle scienze più poliedriche che ci siano. Dall'aiuto a chi si trova in un momento problematico allo sviluppo dell'ergonomia, dalle tecniche di rilassamento alla meditazione, dalle applicazioni in ambito lavorativo allo studio della fisiologia del cervello la psicologia è diventata protagonista di una serie di ambiti diversissimi compreso l'utilizzo delle nuove tecnologie sia in senso positivo che negativo. In questo blog cerco di dare informazioni utili a colleghi psicologi e a persone interessate a conoscere questo mondo profondo e poliedrico. Per ogni domanda e curiosità che avete potete scrivermi attraverso il modulo che c'è nella pagina "chi sono" del sito. Ogni suggerimento è gradito! Se invece vi interessa una consulenza psicologica online cercate le informazioni nell'apposita sezione!

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