10 regole per salvare se stessi e la coppia

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L’amore dura in eterno. Quante di noi ci credono ancora? Eppure, anche inconsciamente, alcuni luoghi comuni sul rapporto di coppia condizionano le nostre

Il decalogo salvacoppia

L’amore eterno e l’unione perfetta con l’anima gemella sono “miti”, luoghi comuni che servono solo a farci sentire inadeguati. E legate a questi due leggende portanti, orbitano diverse credenze sulla vita a due che si rivelano talvolta ingombranti e dannose per una relazione sana. Convinzioni e preconcetti che ingessano il rapporto, alla fine fratturandolo. Miti d’amore da smontare per far durare la coppia. Se ne parla nel libro “Evolvere rimanendo insieme” di Edoardo Giusti e Elide Bianchi (Sovera Edizioni), da cui prendiamo spunto per fare qualche importante riflessione.

I miti da sfatare:
1. Basta l’amore a far funzionare tutto
Non basta, invece. Consapevolezza, comprensione, empatia, vicinanza, dialogo, rispetto, complicità: questi ed altri ingredienti sono necessari perché una relazione funzioni nel tempo. La capacità di fare squadra, più che la passione, aiuta la tenuta del rapporto. La coppia è un luogo vitale, dove si devono muovere forze varie e complesse, l’amore è solo una di queste.

2. Il sentimento non cambia.
Invece sì, eccome. Si trasforma, assume nuove forme. Riferirsi solo all’intensità è riduttivo perché ci sono altre dimensioni necessarie come la profondità, ad esempio. Se nel tempo qualcosa si trasforma, perde lo slancio iniziale, si tende a credere che l’amore si stia esaurendo. Semplicemente cambia quello che proviamo, così come ognuno di noi e la coppia. Dal coinvolgimento passionale iniziale si passa alla condivisione, che non è mitica però più utile per andare avanti insieme nel quotidiano.

3. Bisogna condividere tutto: interessi, passatempi, amicizie (a volte anche partner sessuali)
Chi dice che si devono avere gli stessi gusti per stare insieme? Non siamo solo fidanzati o marito/moglie nella vita, siamo anche altro, e non è detto che il partner debba essere presente in ogni nostra sfera di interesse. Intromissioni e musi lunghi perché uno dei due fa cose che all’altro non piacciono sono molto pericolosi. Perché è legittimo allontanarsi dalla coppia per il lavoro e non per altri ambiti esistenziali? Qui si giocano due temi scottanti per la coppia: autonomia e dipendenza. Occorre sapersi collocare a una giusta distanza.

4. Essere sempre sinceri
C’è bisogno di rivelare ogni cosa, ogni pensiero? A volte essere sinceri può ferire, deludere. Dietro la facciata della sincerità a tutti i costi, inconsapevolmente possiamo voler punire, aggredire. Tenere delle cose per sé non vuol dire non essere leali.

5. Cercare l’altra metà, l’anima gemella
Inutile aspettarsi che l’altro ci risolva, ci guarisca, ci completi. O che dia risposta ai nostri problemi, alle nostre insoddisfazioni. Il partner non deve salvarci, proteggerci, ma forse prendersi cura di noi. Poter contare sull’altro è cosa diversa. Chi crede di trovare la propria “guarigione” nell’altro, “ammala” anche la coppia.

6. Pensare di possedere l’altro: Tu sei mio, io sono tua
Il più atroce e pericoloso tra i miti. Il desiderio di appartenenza che diventa bisogno di possesso. Se si sceglie di appartenersi non è per sempre, il rapporto va rinegoziato e confermato, ci si deve lavorare continuamente. Ogni giorno bisogna sentirsi, spontaneamente e per scelta, di appartenere a quella persona, nessun altro vincolo può e deve bloccarci. Nessuno ha il diritto di possederci senza la nostra volontà, di abusare di noi, di tenerci da qualche parte dove noi non abbiamo scelto di stare. Il rispetto dell’altro passa prima da quello per noi stessi. Immolarsi, sacrificarsi, privarsi, non devono esistere. Nessuno ci possiede, né noi possediamo l’altro. La gelosia, così tanto mitizzata come segno inequivocabile d’amore, è in realtà, nelle sue forme più acute, un sentimento egoistico, disgraziato e invadente.

7. La fedeltà a tutti i costi
La fedeltà sessuale non può essere un obbligo, inderogabile, perché il desiderio può prendere molte strade. È una scelta personale. Un impegno, eventualmente con noi stessi. Viene da sé quando esiste un senso del Noi di coppia forte e stabile.

8. Se esci da solo/a allora non mi vuoi
Ecco a voi il mito dell’esclusività. La coppia è un spazio scelto, il preferito generalmente, per crescere, confrontarsi, conoscersi. Ma non è l’unico. Fare della coppia un vincolo, è dare una scadenza alla relazione. Se viviamo le scelte autonome dell’altro come una minaccia, siamo condannati a rimanere veramente soli. Perché più facilmente l’altro si sentirà vincolato e limitato e vorrà andarsene.

9. Il sesso risolve tutto

Sbagliato, il sesso non può essere considerato forma di comunicazione nella coppia. In alcuni casi sostituisce le parole che non si trovano, che non si riesce a dire, di cui abbiamo paura. Ma non funziona sempre così. Se qualcosa non va fuori dal letto, è probabile che anche sessualmente si resti muti, silenziosi, rancorosi, spenti. Inoltre deve essere spontaneo e soddisfacente più che perfetto e secondo le regole. Il piacere non sta in durata e performance. Può stare anche dove non c’è l’orgasmo. Se riusciamo a farne uno spazio di vera intimità, scambio, libertà.

10. Rinunciare per “amore”.

Stare in coppia non significa perdersi, rinunciare, mettersi in secondo piano. Vuol dire rimanere se stessi “vestendo” i panni dell’altro, rispettandolo. Chi rinuncia alle proprie amicizie, lavoro, interessi “per amore”, si sta annullando per dipendere sempre di più dal partner. A volte può essere una forma di controllo. La costruzione del senso del Noi inizia dalla propria individuazione e realizzazione, non è possibile prescindere da questo.

Davide Baventore – www.psicologiasistemica.net‘s insight:

Una serie di riflessioni sempre attuali sulla coppia e su modo più corretto di interpretarla. Non condivido solo un dettaglio. Voi?

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A proposito di Davide Baventore

Davide Baventore - Psicologo

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Mi chiamo Davide Baventore, sono uno psicologo sistemico, appassionato di teoria della complessità e delle nuove tecnologie. Vivo e lavoro a Milano, Busto Arsizio e svolgo consultazioni psicologiche online attraverso l'uso di skype. Da quando ho cominciato a studiare psicologia mi sono appassionato alle sue molteplici applicazioni, che la rendono una delle scienze più poliedriche che ci siano. Dall'aiuto a chi si trova in un momento problematico allo sviluppo dell'ergonomia, dalle tecniche di rilassamento alla meditazione, dalle applicazioni in ambito lavorativo allo studio della fisiologia del cervello la psicologia è diventata protagonista di una serie di ambiti diversissimi compreso l'utilizzo delle nuove tecnologie sia in senso positivo che negativo. In questo blog cerco di dare informazioni utili a colleghi psicologi e a persone interessate a conoscere questo mondo profondo e poliedrico. Per ogni domanda e curiosità che avete potete scrivermi attraverso il modulo che c'è nella pagina "chi sono" del sito. Ogni suggerimento è gradito! Se invece vi interessa una consulenza psicologica online cercate le informazioni nell'apposita sezione!

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