L’omosessualità è un’anomalia?

omosessualità psicologia epigenetica
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Credits to Genevieve Almouzni, Istituto Curie, Parigi, Francia

Prendo spunto da alcuni articoli presenti sul sito de Le Scienze per fare una serie di riflessioni.

E’ recentemente stato pubblicato un articolo su “fattori epigenetici e omosessualità”  (qui la ricerca originale) che sostiene che non esiste un gene o più geni responsabili dell’omosessualità, ma che questa potrebbe essere legata a fattori detti “epigenetici”.
I fattori epigenetici sono caratteristiche ereditabili che non fanno parte del DNA ma influenzano l’espressione delle “istruzioni” in esso contenute.

Non metto in dubbio i risultati, che vanno sicuramente oltre le mi capacità di analisi della biologia umana, ma condivido alcune osservazioni:

  1. se l’omosessualità è da considerarsi semplicemente una differenza nei gusti sessuali per quale motivo spendersi così tanto per cercarne una “causa” al di fuori della normale variabilità dei gusti umani? A molte persone piace la pizza, ma se a qualcuno non piace bisogna forse cercare i geni che possano spiegarlo?
  2. uno dei fattori che motiva la ricerca è il basso valore di concordanza per l’omosessualità nei gemelli omozigoti. Per spiegare questo fatto devono dunque ricorrere ad un complesso calcolo statistico ma non analizzano le variabili di tipo ambientale delle quali pur ammettono l’esistenza e l’influenza
  3. gli autori nella ricerca esplorano esplicitamente l’ipotesi che i fattori epigenetici che regolano i livelli di testosterone nel feto possano essere responsabili di fenomeni quali: criptorchidismo, ipospadia, irsutismo e omosessualità. Ma se i primi tre danno origine a vere e proprie anomalie fisiche l’omosessualità – risaputamente – non è per nulla correlata ad alcun cambiamento fisico. Per quale motivo è quindi necessario mettere questi fenomeni sullo stesso piano?

Una risposta al primo punto potrebbe essere fornita dal fatto che gli scienziati sembrano essere molto colpiti dal fatto che, dal loro punto di vista, i comportamenti omosessuali non dovrebbero essere premiati dalla selezione naturale perché coppie omosessuali

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Credits to Aurich Lawson / Thinkstock

non possono autonomamente creare prole e quindi hanno una bassissima fitness darwiniana.


Anche questa argomentazione però mi sembra debole perché esistono numerosi altri comportamenti che abbassano la fitness: dobbiamo dunque trovare cause genetiche per tutti? Come spieghiamo ad esempio il miliardo di persone obese nel mondo? Dobbiamo trovare un gene o un fattore epigenetico anche per coloro che corrono in macchina o che fanno bungee jumping? O per i single e le coppie senza figli? (queste ultime sembra che passeranno da quasi 5 milioni nel 2010 a poco più di 6 milioni nel 2030)

 

Sembra che l’esigenza di trovare una spiegazione biologica a tutti i comportamenti derivi da un modo di intendere la relazione (almeno quella amorosa) come un fenomeno esclusivamente eterosessuale e finalizzato al concepimento. Si tratta cioè di una visione del mondo un po’ “monotematica” e rigida nella quale esiste solo un prototipo di normalità. Se ci si allontana dal prototipo è necessario trovare una spiegazione all’anomalia.

Poco importa che anche tra gli animali vi siano comportamenti omosessuali e bisessuali. Se non è naturale il comportamento degli animali non umani cosa lo è?

L’idea della normalità ci riporta dunque ad un’idea finalistica della realtà, dove tutto succede per rispondere ad un disegno finale, anche se biologico e non divino.

Dispiace verificare come il comportamento e la costruzione della “mente” non riceva da parte degli scienziati la stessa attenzione che si dà alle basi metilate e agli onnipresenti geni.

 

 

 

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A proposito di Davide Baventore

Davide Baventore - Psicologo

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Mi chiamo Davide Baventore, sono uno psicologo sistemico, appassionato di teoria della complessità e delle nuove tecnologie. Vivo e lavoro a Milano, Busto Arsizio e svolgo consultazioni psicologiche online attraverso l'uso di skype. Da quando ho cominciato a studiare psicologia mi sono appassionato alle sue molteplici applicazioni, che la rendono una delle scienze più poliedriche che ci siano. Dall'aiuto a chi si trova in un momento problematico allo sviluppo dell'ergonomia, dalle tecniche di rilassamento alla meditazione, dalle applicazioni in ambito lavorativo allo studio della fisiologia del cervello la psicologia è diventata protagonista di una serie di ambiti diversissimi compreso l'utilizzo delle nuove tecnologie sia in senso positivo che negativo. In questo blog cerco di dare informazioni utili a colleghi psicologi e a persone interessate a conoscere questo mondo profondo e poliedrico. Per ogni domanda e curiosità che avete potete scrivermi attraverso il modulo che c'è nella pagina "chi sono" del sito. Ogni suggerimento è gradito! Se invece vi interessa una consulenza psicologica online cercate le informazioni nell'apposita sezione!

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