Gli antidepressivi che deprimono

Gli antidepressivi e i loro effetti

Gli antidepressivi e i loro effettiGli antidepressivi e la loro efficacia sono già stati oggetto di un articolo su questo sito, ma leggo ora un articolo pubblicato online il 24 aprile 2012 e che mi sembra un’utile integrazione a quanto scritto in precedenza.

Si tratta di “Primum Non Nocere: An Evolutionary Analysis of Whether Antidepressants Do More Harm than Good” pubblicato su Frontiers in Psychology Il titolo è già di per sé eloquente, cita infatti il primo principio insegnato nelle facoltà di medicina: l’importanza di non nuocere al paziente prima ancora di cercare di curarlo. Come riporta giustamente Wikipedia:

Ciò significa che, nella scelta di una terapia, bisogna innanzitutto non arrecare danno al paziente e per questo, tra i trattamenti possibili, va sempre privilegiato quello che ha meno controindicazioni.

L’articolo citato fa dunque – attraverso una meta analisi della letteratura – un’analisi dei costi/benefici associati con l’uso degli

Credits to Andrews, Thomson Jr, Amstadter and Neale.

antidepressivi che agiscono sulla ricaptazione della serotonina (SSRI), per capire se la loro prescrizione nuoccia ai pazienti più di quanto li aiuti. Considerando l’ampia diffusione degli antidepressivi serotoninergici la questione non è di poco conto.

Ma l’articolo presenta altri aspetti d’interesse perché presenta una visione “sistemica” dei meccanismi che regolano il funzionamento del corpo umano, infatti sostengono:

E’ un principio della medicina evoluzionista che l’interruzione dei processi adattivi rovini il funzionamento bionogico  (Nesse and Williams, 1994). Per esempio sono in aumento le dimostrazioni di come la febbre rappresenti un antico meccanismo di adattamento che coordina la risposta immunitaria alle infezioni (Kluger et al., 1997; Hasday et al., 2000; Blatteis, 2003; Appenheimer et al., 2005). Gli studi sugli esseri umani evidenziano come l’abbassamento della febbre con l’utilizzo degli antipiretici ha numerosi effetti negativi sulle reazioni del sistema immunitario.

Le classi degli antidepressivi associate ai loro principi attivi

Credits to Andrews, Thomson Jr, Amstadter and Neale.

Avere una visione sistemica in questo caso significa guardare all’interazione tra le “parti” che costituiscono il corpo umano e analizzare le relazioni complesse che ne regolano i rapporti d’interdipendenza. Nel caso della serotonina, infatti, gli inibitori della sua ricaptazione (cioè dell’assorbimento di questo neurotrasmettitore dallo spazio intersinaptico alla membrana pre-sinaptica) assolvono al loro scopo aumentando la sua concentrazione nello spazio intercellulare. Cioè, in buona sostanza, evitando che la serotonina venga “riciclata” ne aumentano la presenza nel cervello. Ma poiché l’organismo è dotato di meccanismi auto-regolazione esso registrerà l’aumento di questa sostanza e smetterà di produrla “pensando” che non ce n’è bisogno. In questo modo cercando di ottenere uno scopo (cioè l’aumento di un neurotrasmettitore) si ottiene il contrario!

L’analisi degli effetti dei farmaci SSRI è lunga e complessa e va oltre le mie capacità e gli scopi di questo articolo, ma è interessante fare riferimento alle conclusioni dell’articolo:

Abbiamo analizzato una grande mole di dati a proposito degli effetti che gli antidepressivi hanno sui meccanismi serotoninergici nel corpo. Alcuni effetti sono molto noti ma sono stati ampiamente ignorati nel dibattito sull’utilità degli antidepressivi. Infatti è convinzione comune che gli antidepressivi siano medicine sicure ed efficaci; ma questa convinzione non è basata su un’adeguata verifica scientifica. Il peso dei risultati odierni suggerisce che, in generale, gli antidepressivi non sono né sicuri né efficaci e che facciano più male che bene.

[…]

I pazienti dovrebbero essere informati che le ricerche contemporanee suggeriscono che – in assenza di una depressione davvero grave – gli effetti di riduzione dei sintomi per mezzo degli antidepressivi sono modesti e non significativi dal punto di vista clinico. Sebbene gli effetti collaterali compaiano rapidamente la terapia con gli antidepressivi di solito dura per mesi.

I pazienti dovrebbero sapere che l’assunzione prolungata di antidepressivi può causare un certo danno cognitivo e interferire con i compiti che richiedono concentrazione, come la guidare, il che può aumentare il rischio di incidenti. Inoltre i pazienti dovrebbero essere avvertiti che gli antidepressivi possono scatenare episodi depressivi ancor più gravi quando si smette la loro assunzione.

Ce n’è abbastanza per riflettere. E anche se nell’articolo non viene citata esplicitamente la psicoterapia si incoraggiano i medici a considerare delle alternative ai farmaci, tra le quali direi che un trattamento psicologico è la prima.

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A proposito di Davide Baventore

Davide Baventore - Psicologo

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Mi chiamo Davide Baventore, sono uno psicologo sistemico, appassionato di teoria della complessità e delle nuove tecnologie. Vivo e lavoro a Milano, Busto Arsizio e svolgo consultazioni psicologiche online attraverso l'uso di skype. Da quando ho cominciato a studiare psicologia mi sono appassionato alle sue molteplici applicazioni, che la rendono una delle scienze più poliedriche che ci siano. Dall'aiuto a chi si trova in un momento problematico allo sviluppo dell'ergonomia, dalle tecniche di rilassamento alla meditazione, dalle applicazioni in ambito lavorativo allo studio della fisiologia del cervello la psicologia è diventata protagonista di una serie di ambiti diversissimi compreso l'utilizzo delle nuove tecnologie sia in senso positivo che negativo. In questo blog cerco di dare informazioni utili a colleghi psicologi e a persone interessate a conoscere questo mondo profondo e poliedrico. Per ogni domanda e curiosità che avete potete scrivermi attraverso il modulo che c'è nella pagina "chi sono" del sito. Ogni suggerimento è gradito! Se invece vi interessa una consulenza psicologica online cercate le informazioni nell'apposita sezione!

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