Come filtriamo le informazioni? Nello stesso modo di Google.

Un'immagine della bolla di filtri di cui è circondato un utente su internet

Avevo già parlato sul blog di percezione selettiva, ora grazie ad una segnalazione del sempre attento Dott. Pozzi ho trovato un bell’esempio per ritornare sulla questione.

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Lo speaker di questo video è Eli Pariser, un “organizzatore online” come viene definito da più fonti, fondatore del sito avaaz.org e autore del blog The filter bubble (Ho rimosso il link al sito wwwPUNTOthefilterbubblePUNTOcom perché Google lo categorizza tra i siti che possono contenere malware per i navigatori. Chi vuole visitarlo digiti l’indirizzo nella barra di navigazione.). Avaaz è una piattaforma che serve a catalizzare l’attivazione degli internauti attorno a campagne e iniziative di rilevanza sociale.

Un'immagine della bolla di filtri di cui è circondato un utente su internet“The filter bubble” è invece il blog di Pariser e prende il suo nome dal fenomeno descritto nel video: il tentativo dei motori di ricerca e social network di selezionare i contenuti da sottoporre agli utenti sulla base delle loro preferenze.

Molti di voi infatti si saranno accorti del fatto su internet la pubblicità varia in funzione dei contenuti che state cercando o visualizzando. E’ quella che nel gergo della pubblicità si chiama content-targeted advertising.

Ma stando a quanto ci racconta Eli Pariser la pubblicità non è l’unica cosa che si adatta ai gusti degli utenti: anche il motore di ricerca Google e Facebook – il noto social network – selezionano i contenuti da presentare a una certa persona (in realtà a un certo computer) in base alle scelte che ha fatto in precedenza.

Il risultato di questo processo è il fatto che una persona tende a ricevere sempre notizie coerenti con le proprie convinzioni, i propri gusti e -fatalmente – non incontra nulla di nuovo. Ma cos’ha a che fare tutto questo con la psicologia e con la psicologia sistemica in particolare?

Il fatto è che la nostra percezione funziona in maniera abbastanza simile a ciò che succede su

Il triangolo di Kanizsa come esempio del fenomeno percettivo di "completamento amodale"

Un esempio di completamento amodale, il triangolo di Kanizsa

internet perché i nostri organi di senso (e in particolare la vista) privilegiano le informazioni che sono in grado di riconoscere rispetto a quelle che risultano nuove o strane. Se questo succede a livello della percezione, come nel caso del triangolo bianco che tutti dovrebbero vedere nella figura a lato, figuriamoci cosa accade quando si tratta di questioni complesse come la formazione delle opinioni personali.

Un’altro fattore importante e che accomuna il funzionamento di internet a quello dei meccanismi percettivi è il fatto che i processi di selezione dell’informazione sono trasparenti al soggetto. Come non sappiamo perché vediamo il triangolo bianco qui a lato (triangolo che non esiste, in effetti) non sappiamo perché pensiamo quel che pensiamo. Quel che sappiamo è che siamo bravi a trovare molte giustificazioni razionali per spiegare le nostre idee.

Il pericolo di non ricevere mai informazioni nuove, perturbanti, sgradevoli è quello di vivere una realtà su misura un po’ come succede al protagonista del film The Truman Show. 

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A proposito di Davide Baventore

Davide Baventore - Psicologo

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Mi chiamo Davide Baventore, sono uno psicologo sistemico, appassionato di teoria della complessità e delle nuove tecnologie. Vivo e lavoro a Milano, Busto Arsizio e svolgo consultazioni psicologiche online attraverso l'uso di skype. Da quando ho cominciato a studiare psicologia mi sono appassionato alle sue molteplici applicazioni, che la rendono una delle scienze più poliedriche che ci siano. Dall'aiuto a chi si trova in un momento problematico allo sviluppo dell'ergonomia, dalle tecniche di rilassamento alla meditazione, dalle applicazioni in ambito lavorativo allo studio della fisiologia del cervello la psicologia è diventata protagonista di una serie di ambiti diversissimi compreso l'utilizzo delle nuove tecnologie sia in senso positivo che negativo. In questo blog cerco di dare informazioni utili a colleghi psicologi e a persone interessate a conoscere questo mondo profondo e poliedrico. Per ogni domanda e curiosità che avete potete scrivermi attraverso il modulo che c'è nella pagina "chi sono" del sito. Ogni suggerimento è gradito! Se invece vi interessa una consulenza psicologica online cercate le informazioni nell'apposita sezione!

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