Downton Abbey

La locandina della serie Downton Abbey

La locandina della serie Downton AbbeyE’ recentemente comparsa sui teleschermi italiani una acclamata serie televisiva inglese, Downton Abbey, seguita in Gran Betagna da circa 10 milioni di spettatori. La sua qualità ha fatto sì che le venisse conferito dal Guinness World Record il riconoscimento di “serie tv che ha ricevuto le migliori recensioni” e recentemente è stata premiata con 6 premi Emmy.

Naturalmente ogni giudizio sui prodotti televisivi è puramente personale, ci sono comunque alcuni elementi che rendono questa serie particolarmente godibile anche dal punto di vista di uno psicologo sistemico.

La trama della serie è imperniata sulle vicende di una famiglia nobile inglese dal 1912 (con il naufragio del Titanic) in poi (almeno fino allo scoppio della Grande Guerra nel 1914), un’epoca di grandi cambiamenti che costringono ad un veloce cambiamento la struttura sociale ed economica dell’epoca. Da una parte ci sono le famiglie nobili con le loro proprietà, la vita comoda e una rigida etichetta da rispettare e dall’altra la servitù che vive seguendo i ritmi dei nobili e intrecciando con loro rapporti che vanno spesso oltre le esigenze di servizio.

Dal punto di vista storico è senz’altro molto interessante per la cura riservata ai luoghi e agli usi di inizio ‘900, con l’introduzione dell’elettricità, delle automobili e del telefono che erano tutte novità, ma anche dal punto di vista psicologico offre spunti assolutamente interessanti sia perché grande attenzione è data alle relaziono tra i personaggi sia perché vi sono rappresentati mondi per certi versi opposti e complementari, la nobiltà e la servitù.

Il rapporto tra i nobili e i loro domestici è infatti uno degli elementi più interessanti: a fronte di una vita sfarzosa e comoda i nobili appaiono abbastanza isolati all’interno della loro magnifica tenuta dello Yorkshire e dunque la servitù entra a far parte, seppur secondo modalità mai esplicite, della vita familiare. I rapporti che questi due mondi intrattengono non possono trovare spazio pubblicamente, ma ciascun membro dei Crawley intrattiene un dialogo intenso con i domestici con i quali ha più confidenza o affinità. Allo stesso modo la servitù ha le sue preferenze per i diversi membri della famiglia e dunque i diversi piani della casa (la servitù lavora sotto, mentre i piani alti sono riservati alla famiglia) comunicano in maniera sottile dando origine a una serie di intrecci relazionali complessi.

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L’epoca in cui è ambientata Downton Abbey è anche caratterizzata dall’emergere della borghesia lavoratrice sull’aristocrazia tradizionale, ciascuna delle quali ha una mentalità propria e mal tollera l’approccio caratteristico dell’altra.

Un momento interessante, ad esempio, è quello in cui il giovane Matthew Crawley – un avvocato borghese – si trasferisce a Downton come futuro erede della tenuta e del titolo nobiliare. Per la volta prima gli capita di avere un cameriere personale ma non vuole farsi vestire e svestire da lui perché lo ritiene un compito umiliante per una persona e d’altra parte è capace e abituato a farlo da solo. A dispetto dell’intenzione positiva di dare dignità al cameriere otterrà l’effetto contrario perché quest’ultimo – abituato a considerare positivamente il suo ruolo di servitore – non capisce il suo comportamento e pensa di non essere gradito.

Mi sembra che dal punto di vista della psicologia sistemica questa sia un semplice ma efficace esempio di come i “punti di vista” di cui ciascuno è portatore siano origine di fraintendimenti, litigi e disagio. L’intenzione positiva, sia del giovane borghese sia del cameriere, sono in realtà reciprocamente fraintese. Se si aggiunge il fatto che ciascuno di loro oltre a seguire la propria idea di mondo vuole anche mandare dei messaggi ai propri interlocutori (l’uno evidenzia la sua emancipazione e modernità ai nobili e l’altro dimostrando competenza nel proprio lavoro al Conte, che lo paga) cominciamo ad avere una trama relazionale complessa (se aggiungessimo la trasmissione del significato tra le generazioni poi….).

Insomma la visione è altamente consigliata, sempre che vi piacciano le ricostruzioni storiche.

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A proposito di Davide Baventore

Davide Baventore - Psicologo

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Mi chiamo Davide Baventore, sono uno psicologo sistemico, appassionato di teoria della complessità e delle nuove tecnologie. Vivo e lavoro a Milano, Busto Arsizio e svolgo consultazioni psicologiche online attraverso l'uso di skype. Da quando ho cominciato a studiare psicologia mi sono appassionato alle sue molteplici applicazioni, che la rendono una delle scienze più poliedriche che ci siano. Dall'aiuto a chi si trova in un momento problematico allo sviluppo dell'ergonomia, dalle tecniche di rilassamento alla meditazione, dalle applicazioni in ambito lavorativo allo studio della fisiologia del cervello la psicologia è diventata protagonista di una serie di ambiti diversissimi compreso l'utilizzo delle nuove tecnologie sia in senso positivo che negativo. In questo blog cerco di dare informazioni utili a colleghi psicologi e a persone interessate a conoscere questo mondo profondo e poliedrico. Per ogni domanda e curiosità che avete potete scrivermi attraverso il modulo che c'è nella pagina "chi sono" del sito. Ogni suggerimento è gradito! Se invece vi interessa una consulenza psicologica online cercate le informazioni nell'apposita sezione!

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