A proposito di relazione, mucche e produzione del latte

Immagine del muso di una mucca
Immagine del muso di una mucca

Credit to publicenergy via Flickr

Come sottolineato nel precedente post, spesso non riconosciamo agli animali qualità o le caratteristiche che invece attribuiamo a noi stessi. Forse il tentativo di non scadere nell’antropomorfismo ci rende prudenti o sospettosi quando si tratta di fare paragoni tra animali ed umani.

Questo atteggiamento, la cui cautela è sicuramente apprezzabile, sembra valorizzare maggiormente le differenze tra le specie piuttosto che le somiglianze e le continuità; in definitiva siamo tutti esseri viventi e, a differenza delle amebe, gli uomini e i mammiferi in generale sono caratterizzati da un certo grado di complessità che potrebbe essere alla base di somiglianze nel funzionamento. Tutti coloro che hanno animali da compagnia sanno con quale intensità essi siano capaci di avere emozioni e di come reagiscano alle nostre eppure non mi sembra che la riflessione scientifica su questo tema sia molto diffusa.

In un articolo del 2009 uscito sulla rivista Anthrozoös due ricercatori della Newcastle University mettono in relazione la produzione di latte da parte delle mucche e l’ “umanità” con la quale i loro allevatori le trattano. A quanto pare se un allevatore chiama le sue mucche per nome queste gli danno più latte. Evidentemente non è il nome in sé che aumenta la produttività ma è probabile che la tendenza ad assegnare un’identità agli animali si accompagni anche con comportamenti di maggior cura e attenzione da parte dell’allevatore e forse anche scelte più azzeccate o “personalizzate” nei confronti dell’animale.

Che importanza può avere tutto questo per la psicologia e in particolare per la psicologia sistemica? Se consideriamo la relazione come una dimensione fondamentale per gli esseri umani è bene che ci interroghiamo su quali siano le basi mentali sulle quali si costruisce la sua importanza. La tendenza corrente è quella di attribuire sempre a ragioni “biologiche” ciò a cui non sappiamo dare altre spiegazioni, intendendo con il termine “biologico” le sole componenti materiali degli esseri viventi: geni, ormoni, neurotrasmettitori, ecc

La sfida è, a mio parere, quella di indagare la necessità della relazione nel mondo degli esseri viventi ricorrendo a a fattori di organizzazione della vita stessa, in modo da poter rendere conto dell’estrema varietà di forme nelle quali essa si presenta: tra animali e animali, tra uomini e animali, tra uomini e uomini.

Konrad Lorenz è l'etologo che per primo formulò il concetto di "imprinting" lavorando con le oche


A proposito di Davide Baventore

Davide Baventore - Psicologo

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Mi chiamo Davide Baventore, sono uno psicologo sistemico, appassionato di teoria della complessità e delle nuove tecnologie. Vivo e lavoro a Milano, Busto Arsizio e svolgo consultazioni psicologiche online attraverso l'uso di skype. Da quando ho cominciato a studiare psicologia mi sono appassionato alle sue molteplici applicazioni, che la rendono una delle scienze più poliedriche che ci siano. Dall'aiuto a chi si trova in un momento problematico allo sviluppo dell'ergonomia, dalle tecniche di rilassamento alla meditazione, dalle applicazioni in ambito lavorativo allo studio della fisiologia del cervello la psicologia è diventata protagonista di una serie di ambiti diversissimi compreso l'utilizzo delle nuove tecnologie sia in senso positivo che negativo. In questo blog cerco di dare informazioni utili a colleghi psicologi e a persone interessate a conoscere questo mondo profondo e poliedrico. Per ogni domanda e curiosità che avete potete scrivermi attraverso il modulo che c'è nella pagina "chi sono" del sito. Ogni suggerimento è gradito! Se invece vi interessa una consulenza psicologica online cercate le informazioni nell'apposita sezione!

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