Che i fatti siano una nostra “invenzione” mi sembra che non sia più una novità per nessuno.
Rimane però largamente diffusa la tendenza a far riferimento a questi ipotetici “fatti” sia quando si parla di storia che quando si descrive ciò che succede nel presente. In quest’ultimo caso la tendenza a basare le proprie spiegazioni e le proprie teorie su elementi che sono considerati reali, oggettivi e dimostrabili è fortissima.
Ne abbiamo dimostrazione ogni giorno guardando la televisione e il teatrino della nostra politica nella quale la gente si attacca a suon di dati, statistiche e altri “fatti” – appunto – a sostegno della propria tesi.
Sono sempre più convinto che l’unico modo per uscire dalla difficile situazione politica ed economica italiana sia provare a capire quali sono le idee, i modi di pensare, che hanno permesso agli italiani come collettività di arrivare ad un tale punto di degenerazione.
E’ un’osservazione che ho espresso anche durante la presentazione dell’ultimo libro di Franz Foti, cui ho partecipato insieme all’associazione Giovani Psicologi della Lombardia. Prendendo spunto da un’osservazione di Bateson sul fatto che potere e responsabilità sono per natura una coppia complementare, cioè che all’aumentare dell’uno aumenta anche l’altra, ho detto che la situazione italiana – al contrario – sembra essere caratterizzata da uno scollamento tra queste due entità: tanto più sei potente tanto meno sei responsabile di quel che fai.
Cercare di cambiare il funzionamento del paese senza aver seriamente riflettuto sulle idee che hanno portato a questa situazione ci mette, a mio parere, nel rischio di continuare a sbagliare senza nemmeno accorgercene.
Mi ha fatto piacere quindi trovare su Repubblica un video di Federico Rampini che cerca di descrivere le ragioni per cui la Silicon Valley è diventata la sede di molte delle aziende più innovative che si occupano del panorama tecnologico. Rampini fa infatti spesso riferimento all’atteggiamento che caratterizza la mentalità degli abitanti di quella zona, in particolare dal minuto 2:36 in poi il giornalista cita una serie di comportamenti dei californiani che egli associa ad altrettanti avvenimenti storici. Nello specifico egli cita la tendenza alla collaborazione tra università e imprese derivata dallo sforzo bellico per la difesa nella II Guerra Mondiale, l’atteggiamento pionieristico associato al passato di San Francisco come città di frontiera, l’apertura verso l’Asia, l’anti-autoritarismo e la coltivazione del pensiero libero e alternativo, ereditata dai movimenti di contestazione studentesca e per i diritti civili.
Alla base dunque del successo odierno della Silicon Valley ci sarebbero quindi fattori che hanno più a che fare con la mentalità dei suoi abitanti (e dunque con la capacità di attrarre altre persone dalla mentalità simile) piuttosto che fattori di ordine economico, geografico o di altra natura materiale. Allo stesso modo, in Italia, potremmo dire che la situazione attuale è frutto di qualche atteggiamento – culturalmente determinato – dei suoi cittadini?
Copyright secured by Digiprove © 2011 Davide BaventoreNo related posts.

Consumatori e intelligenza collettiva


