Psicologia del fotoritocco

L'immagine di una foto modificata e valutata dal software che scopre i ritocchi

L'immagine di una foto modificata e valutata dal software che scopre i ritocchiNo, non si tratta di una nuova disciplina, anche se in effetti mi stupisco che qualcuno non abbia già pensato a fondarla considerato il fiorire di sostantivi preceduti da “psicologia di/del/dei/delle”. Prendo spunto da un articolo pubblicato dalla versione online dell’Economist per fare un paio di riflessioni su quanto vi è contenuto e sulle “premesse” che mi sembra lo ispirino. L’argomento è abbastanza divertente: si tratta della pratica sempre più diffusa di modificare al computer le immagini delle celebrità che vengono pubblicate sui giornali, su internet o sui cartelloni pubblicitari.  Un professore e “computer scientist” del Dartmouth College – Hany Farid – ha infatti elaborato un algoritmo matematico che permette di identificare le foto ritoccate, la parte che ne è stata modificata e rilevare quanto la versione elaborata sia diversa dall’originale. In particolare questa valutazione effettuata dal software è stata sottoposta ad un processo di confronto con le valutazioni di persone vere e di provenienza varia, reperite su internet. Il risultato finale dovrebbe dunque essere un programma in grado di valutare, similmente ad un uomo, quanto una foto sia stata ritoccata su una scala da 1 a 5. Qui l’abstract dell’articolo in cui lo scienziato pubblica i suoi risultati.

Se siete curiosi di vedere come le fotografie vengano elaborate al computer ottenendo vistose modifiche rispetto agli originali in questa pagina potete trovare alcuni esempi.

Al di là del software, nell’articolo ci sono un paio di cose che mi sembrano interessanti:

  1. La tesi secondo la quale le immagini pubblicate sui giornali o altri mezzi d’informazione sarebbero dannosi per la “salute mentale” dei giovani e direttamente collegate ai disturbi dell’alimentazione. Questa è un’idea largamente diffusa che mi ha sempre creato delle perplessità come tutte le teorie lineali1 (no, non è un errore, intendevo proprio dire “lineali”) e semplici. Questo tipo di pensiero sembra essere fondato su un certo numero di premesse che non sono esplicitate e spiegate, alcune delle quali potrebbero essere:
    • i giovani sono impressionabili (come una pellicola fotografica) e quindi basta esporli a immagini perché ne rimangano in qualche modo segnati
    • le immagini delle pubblicazioni cartacee, virtuali o televisive sono capaci di influenzare questi giovani, mentre altre immagini probabilmente meno (come ad esempio l’immagine di una donna grassa vista in metropolitana)
    • queste immagini producono un’influenza che sembra essere “irresistibile” ed è come se – tra la visione dell’immagine e la sua elaborazione – non esistessero dei processi filtranti. Infatti si propone sempre di eliminare le immagini e mai di lavorare sui meccanismi intermedi
  2. se il problema è quello di evitare che le immagini modificate abbiano un effetto nefasto sui ragazzi allora la soluzione è quella di eliminare queste immagini.
Ho qualche ricordo di psicologia della pubblicità e mi sembra che questo modo di ragionare assomigli molto a quel filone della comunicazione di massa definito “teoria ipodermica” (o, in inglese, “bullet theory”) che ipotizzava la capacità dei mass media di influenzare gli orientamenti e le azioni della gente semplicemente attraverso l’esposizione ai messaggi dei media.
La teoria ipodermica è scomparsa qualche decennio fa, ma evidentemente ha lasciato qualche strascico dietro di sé.
L’idea che le sole immagini abbiano questo potere non mi convince perché non risponde a molti interrogativi connessi alla questione, ad esempio perché siano proprio le immagine di donne magre ad avere questo effetto nefasto sulla salute delle lettrici e non, ad esempio, le immagini di altri oggetti di largo consumo o di lusso che vengono pubblicizzati sugli stessi giornali (vestiti, orologi, macchine, ecc). Non mi sembra infatti di aver mai sentito invocare le colpe della pubblicità quando si tratta di spiegare perché qualcuno ruba o è cleptomane: non potremmo dire che è stato influenzato dalla pubblicità degli oggetti tanto da essere indotto a rubarli, non potendoseli permettere? Allo stesso modo bisogna forse ipotizzare che le donne che hanno la tendenza ad ingrassare non leggono abbastanza le riviste giuste?
Naturalmente le ipotesi che gli studiosi fanno sono un po’ più complesse ma le prenderò meglio in esame in uno dei prossimi post.

[1]Dal glossario del libro di Bateson Mente e Natura:“Lineare è un termine tecnico della matematica che qualifica quelle relazioni che sono rappresentate da una retta quando le due variabili siano rappresentate una in funzione dell’altra in coordinate cartesiane ortogonali. Si dice che una serie di cause o di argomenti presenta una relazione lineale se la successione non torna al punto di partenza. L’opposto di lineare è non lineare; l’opposto di lineale è ricorsivo”

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A proposito di Davide Baventore

Davide Baventore - Psicologo

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Mi chiamo Davide Baventore, sono uno psicologo sistemico, appassionato di teoria della complessità e delle nuove tecnologie. Vivo e lavoro a Milano, Busto Arsizio e svolgo consultazioni psicologiche online attraverso l'uso di skype. Da quando ho cominciato a studiare psicologia mi sono appassionato alle sue molteplici applicazioni, che la rendono una delle scienze più poliedriche che ci siano. Dall'aiuto a chi si trova in un momento problematico allo sviluppo dell'ergonomia, dalle tecniche di rilassamento alla meditazione, dalle applicazioni in ambito lavorativo allo studio della fisiologia del cervello la psicologia è diventata protagonista di una serie di ambiti diversissimi compreso l'utilizzo delle nuove tecnologie sia in senso positivo che negativo. In questo blog cerco di dare informazioni utili a colleghi psicologi e a persone interessate a conoscere questo mondo profondo e poliedrico. Per ogni domanda e curiosità che avete potete scrivermi attraverso il modulo che c'è nella pagina "chi sono" del sito. Ogni suggerimento è gradito! Se invece vi interessa una consulenza psicologica online cercate le informazioni nell'apposita sezione!

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