Giudizi a priori

Un sikh devoto a Gurudwara, scattata nel tempio di Bangla Sahib a Nuova Delhi
Rappresentazione di una rete semantica

Rete semantica - Credit to http://www.theappgap.com/

Le parole, e il loro uso, sono finestre aperte sul nostro modo di costruire la realtà. Se è vero che la mente possiede una struttura (intesa nei termini batesoniani di vincoli e ingiunzioni soggiacenti al funzionamento) sembra logico ipotizzare che le forme di comunicazione che utilizziamo – verbale, paraverbale, non verbale e la loro combinazione – siano necessariamente espressione di queste modalità organizzative e strutturanti, costituendo dunque i migliori “agganci” che abbiamo per cercare di avvicinarci al “mondo interno” degli altri.

Immagine del filosofo Immanuel kant

Kant usò l' "a priori" nella sua Critica della ragion pura

Allo stesso modo laddove la comunicazione è in qualche modo vuota, confusa o ambigua si manifestano – a mio parere – altrettanti confusioni, ambiguità e difetti del pensiero.

Ieri sera la radio trasmetteva l’intervento di un editorialista della stampa nazionale a proposito di un noto politico. A garanzia della sua imparzialità e della correttezza delle proprie opinioni questi andava ripetendo che le sue considerazioni erano meditate e basate su fatti, non certo a priori!

Ecco, il concetto di a priori è un concetto interessante. Uno di quelli che fa bella figura in una conversazione per cui siamo tutti invogliati a usarlo quando sembra opportuno. E’ anche un ottimo sostegno per le proprie argomentazioni…ma che cosa significa? O meglio, ha davvero senso usarlo?

Partiamo dalle definizioni, Wikipedia riporta:

Il ragionamento a priori parte da un dato assodato ed arriva, con il metodo deduttivo, alle estreme conclusioni. Esso, quindi, è indipendente dall’esperienza, dal dato empirico.

Il Sabatini Coletti invece:

Di qualunque ragionamento, giudizio, opinione non dedotto dall’esperienza ma da principi considerati veri e indiscutibili.

In buona sostanza quando utilizziamo “a priori” in un discorso noi intendiamo dire che non avevamo un’idea preconcetta dell’argomento o della persona di cui adesso stiamo parlando. Se non avevamo un’idea preconcetta ciò significa che il nostro giudizio assume valore perché fondato esclusivamente su “prove empiriche” e dunque solido, rigoroso.

Un sikh devoto a Gurudwara, scattata nel tempio di Bangla Sahib a Nuova Delhi

Sikh. Credits to Jasleen Kaur

Ma è davvero possibile un “a priori”? Tutte le informazioni che riceviamo attraverso i sensi vengono selezionate e “sistemate” all’interno di strutture si significato costruite nella nostra esperienza di vita. Ad esempio se io non so cosa è un sikh quando ne vedrò uno non potrò “catalogarlo” nella maniera corretta, semplicemente perché manca nella mia mente una “casella” adeguata a quell’informazione. Probabilmente penserò che è musulmano, arabo o qualcos’altro a seconda delle conoscenze che ho e delle esperienze che ho fatto (e con tutto quello che ne consegue).

Quindi anche un’informazione apparentemente neutra come l’appartenenza ad un credo non cade mai nel vuoto dell’ “a priori”, ma deve necessariamente essere sistemata in qualche modo all’interno delle conoscenze che già posseggo.

Ma torniamo all’esempio del politico: poniamo che un personaggio nuovo si affacci nel panorama partitico italiano, uno che non ha mai fatto politica in precedenza. Secondo me si danno almeno 2 casi:

  1. la persona era già conosciuta in altri ambiti, ad esempio il mondo dello spettacolo, dell’industria, dello sport
  2. la persona era del tutto sconosciuta alle cronache per cui è in qualche modo un volto nuovo.
Nel primo caso è evidente che la sua presenza nel mondo della politica non può che essere già condizionata dalle notizie che avevamo di lei/lui, mentre il secondo caso è quello più interessante perché probabilmente è l’esempio cui meglio si applica la logica dell’ “a-priori”.
Prima di tutto dobbiamo considerare le idee che abbiamo relativamente alla politica: c’è una certo numero di persone che pensa che i politici siano tutti uguali, senza distinzione alcuna. Per costoro, infatti, anche la candidatura di un volto nuovo verrà letta all’interno dello schema “tanto fanno tutti i loro interessi”. Non possiamo dire dunque che la visione del nuovo politico venga accolta davvero senza l’utilizzo di nozioni già possedute e dunque il giudizio su di lui sarà sempre un giudizio a posteriori.
In psicologia sistemica il problema del linguaggio e del pregiudizio è ben noto e ne è testimonianza questo articolo di Gianfranco Cecchin uscito sul volume 1 del 2007 della rivista Connessioni, in cui sostiene:
In questo lavo ro intendo sostenere che l’influenza , all’interno delle relazioni, è inevitabile, che essa non è prevedibile perchè è in buona parte connessa ai pregiudizi impliciti degli interlocutori, ed infine che le parole che usiamo rivelano indirettamente i nostri pregiudizi ma sono anche un formidabile strumento per sfidarli.

 Insomma per citare un regista nostrano, “le parole sono importanti”.

 

Digiprove sealCopyright secured by Digiprove © 2011


A proposito di Davide Baventore

Davide Baventore - Psicologo

Facebook Twitter Google+

Mi chiamo Davide Baventore, sono uno psicologo sistemico, appassionato di teoria della complessità e delle nuove tecnologie. Vivo e lavoro a Milano, Busto Arsizio e svolgo consultazioni psicologiche online attraverso l'uso di skype. Da quando ho cominciato a studiare psicologia mi sono appassionato alle sue molteplici applicazioni, che la rendono una delle scienze più poliedriche che ci siano. Dall'aiuto a chi si trova in un momento problematico allo sviluppo dell'ergonomia, dalle tecniche di rilassamento alla meditazione, dalle applicazioni in ambito lavorativo allo studio della fisiologia del cervello la psicologia è diventata protagonista di una serie di ambiti diversissimi compreso l'utilizzo delle nuove tecnologie sia in senso positivo che negativo. In questo blog cerco di dare informazioni utili a colleghi psicologi e a persone interessate a conoscere questo mondo profondo e poliedrico. Per ogni domanda e curiosità che avete potete scrivermi attraverso il modulo che c'è nella pagina "chi sono" del sito. Ogni suggerimento è gradito! Se invece vi interessa una consulenza psicologica online cercate le informazioni nell'apposita sezione!

Commenta