Il mentalismo

Una scena de L'apprendista stregone

Per guardare il video con i sottotitoli in italiano, una volta cliccato su “play”, portarsi sul menu a tendina in basso – di fianco alla scritta Subtitles available in – e cercare nella lista la voce Italian.

Una scena de L'apprendista stregoneAi tempi del comportamentismo, uno degli approcci psicologici più conosciuti, si pensava che l’oggetto d’indagine della psicologia dovesse essere solamente il comportamento. Quest’ultimo infatti è osservabile, visibile, mentre tutto quello che succede nel cervello – o peggio – nella mente doveva essere tralasciato perché invisibile e quindi inconoscibile1.

In quell’epoca si accusava di mentalismo chiunque cercasse di usare spiegazioni che tiravano in ballo i processi mentali. Ma gli psicologi non sono i soli, apparentemente, ad usare questo temine. Si utilizza infatti anche per definire una forma di illusionismo che sfrutta le caratteristiche della percezione umana per dare l’illusione, appunto, che esistano capacità extrasensoriali quali la telecinesi, la chiaroveggenza o la telepatia.

Su questo blog spesso sono tornato sulla questione della percezione, perché questo concetto può essere usato per spiegare molto di come noi esseri umani guardiamo al nostro mondo, del perché la convivenza tra culture diverse (e spesso anche all’interno della stessa) è difficile e del funzionamento dell psicoterapia (e la lista sarebbe ancora lunga).

Naturalmente la percezione non è un concetto banale e meriterebbe approfondimenti seri, anche perchè si collega ad un altra branca del sapere che si trova spesso citata sul blog, l’epistemologia: lo studio delle modalità in cui l’uomo conosce (o più specificamente per alcuni, lo studio della conoscenza scientifica).

Il video all’inizio di questo articolo è un meraviglioso esempio di mentalismo. Keith Barry è un illusionista di origine irlandese ormai ben conosciutoLa percezione è la realtà? in Europa e negli Stati Uniti. Il suo show televisivo Close Encounters with Keith Barry è trasmesso in 28 nazioni diverse. Nel filmato non lascia spazio a nessuna esitazione e apre il suo intervento con un semplice esercizio che vi invito a ripetere. Come ci riesca, naturalmente non è dato sapere, ma di certo il trucco c’è ed è legato alla sua abilità nel distrarre l’uditorio, nell’indirizzarne l’attenzione verso innocui dettagli e alla capacità di leggere con raffinatezza il linguaggio del corpo delle persone.

Particolarmente impressionante l’esperimento su quella che lui chiama “seconda vista”. Barry guida un’auto ad alta velocità completamente bendato e dicendo di fare affidamento soltanto sulla vista del passeggero dell’auto, inconsapevole destinatario dell’esperimento.

Una volta visto il video non potremo che porci la domanda di come sia possibile creare un’illusione così potente da farci pensare che esistano capacità magiche. Come spiega lo stesso Barry nel suo discorso:

Molti cercano di trovare una spiegazione logica a quello che è successo, va bene. Ma dato che le vostre menti non sono allenate nell’arte dell’inganno, le spiegazioni che trovate il 99 percento delle volte saranno completamente sbagliate.

Quello che rimane secondo me, al di là della curiosità di conoscere i “trucchi”, è il fatto che questo tipo di spettacolo ci fa toccare con mano quanto la nostra percezione sia manipolabile e per nulla sicura.

[1]Come segnalatomi in privato da Francesco Pozzi questa mia citazione del comportamentismo merita un’integrazione. Ecco la correzione proposta dal collega:

“Quella di Watson fu una posizione positivista, che non negava i fenomeni mentali (nel modo più assoluto!), ma li riteneva non indagabili con sufficiente scientificità. Il suo obiettivo era portare la psicologia al pari delle scienze forti, come la fisica, e quella del private behavior (con conseguenti verbalizzazioni autoriferite, test autovalutativi…) era una debolezza che, a suo giudizio, non ci si poteva permettere. Prese questa direzione dopo una vita di lavoro di ricerca sui fenomeni mentali, come esito dunque di una riflessione epistemologica lunga e argomentata. Altro fatto chiave è che la posizione di Watson non è la posizione del comportamentismo in assoluto. E’ una branca, di solito chiamata comportamentismo metodologico. Già ai suoi tempi, e poi soprattutto con Skinner e con l’analisi comportamentale, il private behavior è non solo riconosciuto (non è MAI stato negato, questo è da ribadire..), ma tenuto in considerazione in molti modi. Certo, l’analisi comportamentale e il comportamentismo in genere privilegiano lo studio evidence based, il controllo sperimentale, e dunque tutti i fenomeni che possano essere osservati e misurati. Ma questo non vieta, ad esempio, l’interpretazione scientifica di ciò che non è visibile, sulla base dei principi messi in luce sperimentalmente e dunque “solidi” (paragone grezzo: una volta che ho scoperto e descritto la forza di gravità in laboratorio, posso descrivere il comportamento di un sistema solare ignoto anche non vedendolo; è improbabile che segua una legge diversa. Rasoio di Occam.).
Oggi poi, i modelli più recenti come l’RFT, pur sempre squisitamente comportamentisti, indagano espressamente il comportamento mentale non visibile. Come? In soldoni, applicando modelli sviluppati sul comportamento verbale (ben visibile) e ipotizzando che il comportamento mentale sia proprio verbale.”

Torna su ⇑

Digiprove sealCopyright secured by Digiprove © 2011


A proposito di Davide Baventore

Davide Baventore - Psicologo

Facebook Twitter Google+

Mi chiamo Davide Baventore, sono uno psicologo sistemico, appassionato di teoria della complessità e delle nuove tecnologie. Vivo e lavoro a Milano, Busto Arsizio e svolgo consultazioni psicologiche online attraverso l'uso di skype. Da quando ho cominciato a studiare psicologia mi sono appassionato alle sue molteplici applicazioni, che la rendono una delle scienze più poliedriche che ci siano. Dall'aiuto a chi si trova in un momento problematico allo sviluppo dell'ergonomia, dalle tecniche di rilassamento alla meditazione, dalle applicazioni in ambito lavorativo allo studio della fisiologia del cervello la psicologia è diventata protagonista di una serie di ambiti diversissimi compreso l'utilizzo delle nuove tecnologie sia in senso positivo che negativo. In questo blog cerco di dare informazioni utili a colleghi psicologi e a persone interessate a conoscere questo mondo profondo e poliedrico. Per ogni domanda e curiosità che avete potete scrivermi attraverso il modulo che c'è nella pagina "chi sono" del sito. Ogni suggerimento è gradito! Se invece vi interessa una consulenza psicologica online cercate le informazioni nell'apposita sezione!

Commenta