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  1. Potrebbe anche essere l’occasione per spingere nella direzione di un ordine che promuova la qualità professionale, anzichè essere una semplice tassa d’accesso alla professione (non certo garante di preparazione e professionalità, attualmente…).
    Per quello dei medici il lavoro è relativamente più facile, perchè i criteri sono più condivisi: evidenze empiriche, efficacia ed efficienza della cura. Ma in psicologia?

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      Io mi sono sempre chiesto se la laurea non bastasse per accedere automaticamente all’Ordine. Perché l’esame di stato di fatto è una sorta di esame riepilogativo di quello che hai studiato durante il percorso di studi. In definitiva se studi un po’ ce la dovresti fare…
      lo stesso mi sembra che valga per l’Ordine dei Medici, hanno un esame di stato con due test e una volta superati quelli possono fare richiesta di iscrizione all’ordine professionale. Non mi sembra che nel loro caso ci sia maggiore controllo sulla qualità professionale di quanto ce ne sia nel nostro.
      Rispetto alla valutazione della qualità hai ragione, credo che sarebbe molto difficile farla e non giova il fatto che abbiamo un percorso di studi così teorico da risultare troppo distante dalla pratica professionale reale.
      Io credo che allo stato attuale l’Ordine dovrebbe fare fondamentalmente 3 cose:
      – promuovere una seria riflessione sulla professionalità degli psicologi nelle sue diverse forme per definire sempre meglio di cosa ci occupiamo e come
      – difendere con costanza e determinazione gli sconfinamenti di altre figure nel nostro specifico professionale
      – stimolare la conoscenza tra i propri associati e favorire le reti di lavoro

      Questo già mi basterebbe.

  2. su professionepsicologo.com ci siamo interrogati sulla questione e l’ordine degli psicologi, in realtà, sembra non tutelare attualmente né l’utenza né gli psicologi iscritti. basti pensare al fatto che l’ordine vorrebbe impedire a tutti gli psicologi di poter utilizzare strumenti conoscitivi e d’intervento in ambito psicologico, come il colloquio psicologico, la neuropsicologia, la stessa riabilitazione, per finalità di cura di sintomi e disturbi, vorrebbe ridurre la figura dello psicologo ad un mero counsellor e limitare qualsiasi attività di cura al solo, ristretto, strumento della psicoterapia e soprattutto tende a favorire la promozione di specifiche scuole di pensiero a danno di altre. E’ questa la tutela che cerchiamo. Gli psicologi hanno paura del loro stesso ordine, si sentono minacciati… questo non è un ordine che offre tutela, ma è un ordine che terrorizza i suoi iscritti con minacce di SANZIONE. Pensate che l’ordine vorrebbe impedire agli psicologi di utilizzare la neuropsicologia (attività quasi prettamente diagnostica) se non abbiano frequentato la loro scuola di specializzazione universitaria (una soltanto e gestita da docenti collegati proprio con l’ordine!).

  3. Suggerisco a gran voce si per l’abolizione degli ordini professionali come anche l’esame di stato.Si per inserire laboratorio di Counseling Psicologico nel percorso di studio universitario e laboratorio psicodinamico, laboratorii che ti permettono di fare esercitazione pratico esperienziale, non sarà un esame di stato di quattro giornate che ti permetterà di saper utilizzare strumenti adeguati per intervenire su problematiche sociali. Se guardiamo la Spagna la Francia, e altri paesi europei all’avanguardia hanno delle associazioni di categorie professionali che per ogni iscritto la comunità europea dà dei finanziamenti per sviluppare progetti nel territorio comunale, provinciale, regionale, nazionale. Ora se la Comunità europea può dare finanziamenti a associazioni di categoria e non a ORDINI PROFESSIONALI come quelle italiane, perchè non ABOLIRLI?

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      Ciao Salvatore,
      gli ordini professionali credo proprio possano partecipare a bandi europei in associazione con altre realtà. Sei sicuro che la comunità europa eroghi finanziamenti alle associazioni professionali all’estero anche senza un progetto e la partecipazione a un bando? Sarebbe davvero interessante saperne di più. Quello che sicuramente mi sento di condividere è che il nostro ordine professionale pur esistendo per legge non riceve da questa il potere di incidere profondamente sulla vita dei propri iscritti, ad esempio non è un interlocutore chiamato a esprimersi quando si tratta di fare leggi che hanno un impatto sulla categoria professionale.

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