Il matrimonio è un aiuto contro il cancro

Il matrimonio reale di William e Kate

Il matrimonio reale di William e Kate

Sembrerà incredibile ma sembra proprio che sia così: il matrimonio è un fattore che diminuisce significativamente la mortalità per i soggetti con un cancro al colon. La notizia, diffusa oggi su molte testate on-line (ad esempio quella del Sole 24 ore) è ripresa da questo articolo della rivista scientifica Cancer Epidemiology.

Sembra che i ricercatori abbiano analizzato un campione molto ampio (127,753) di pazienti con cancro al colon e dopo un attenta analisi statistica abbiano verificato che

  • le persone sposate hanno più probabilità di scoprire il proprio cancro ad uno stadio più primitivo rispetto a tutti gli altri (single, divorziati, vedovi…)
  • gli uomini sposati hanno esordi di cancro al colon più tardivi rispetto agli altri
  • chi è sposato ha il 14% in meno di possibilità di morire di cancro al colon rispetto ai single

La ricerca naturalmente è molto interessante e appare quasi un po’ in “controtendenza” rispetto alla crisi in cui versa oggigiorno l’istituzione matrimoniale.

Alcune osservazioni sono però d’obbligo perché come al solito la notizia è riportata del tutto priva di commenti critici. Questa di riportare i risultati scientifici senza nessun tipo di approfondimento è una delle attività preferite dai giornali e ancor più dai siti web, ma i risultati messi in evidenza dalla ricerca citata qualche curiosità almeno dovrebbero sollevarla.

A me ad esempio saltano subito in mente un paio di osservazioni:

il coinvolgimento di aspetti emotivi: di questa ricerca conosciamo la metodologia, l’oggetto e i risultati ma ci manca del tutto il collegamento tra questi elementi. Non avendo a disposizione l’originale della ricerca non possiamo sapere se i ricercatori abbiano avanzato qualche ipotesi per spiegare il collegamento tra lo stato civile dei malati e la loro resistenza alla malattia, sembra però abbastanza pertinente supporre che alla base dei risultati trovati ci possano essere fattori di tipo affettivo/emotivo/psicologico.
Poiché il campione dei soggetti è selezionato in maniera del tutto casuale e le analisi hanno eliminato l’influenza di fattori quali la razza o l’età viene naturale pensare al fatto che la differenza tra una persona sposata una single stia proprio nel supporto di tipo emotivo che una persona sposata riceve e nella continuità delle cure.
Un’ipotesi di questo genere rimette al centro del dibattito la necessità di elaborare un’idea dell’essere umano nella quale la “mente” e le emozioni siano parte integrante dell’individuo e non entità aliene che la medicina considera poco più che inesistenti

 

–  la possibilità di ulteriori specificazioni: se è vero che le persone sposate sono più resistenti al cancro al colon rispetto ai single sarebbe interessante capire se questo effetto varia in funzione della bontà del rapporto tra i coniugi. Se l’effetto positivo sui pazienti è dovuto a fattori di tipo psicologico, allora ci dovremmo aspettare che i pazienti che sono più resistenti alla malattia siano anche quelli con un rapporto matrimoniale migliore. Allo stesso modo le persone non sposate ma legate ad un compagno di vita in maniera positiva dovrebbero beneficiare della stessa “resistenza” al cancro delle persone sposate.

altri eventuali fattori d’aiuto: se una relazione può avere effetti benefici sul decorso della malattia, quali altri fattori possono essere in qualche modo d’aiuto per il malato? Ad esempio: c’è differenza tra i pazienti curati a casa e quelli curati in ospedale? La presenza di figli cambia qualcosa? Il tipo di rapporto con il medico curante?

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A proposito di Davide Baventore

Davide Baventore - Psicologo

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Mi chiamo Davide Baventore, sono uno psicologo sistemico, appassionato di teoria della complessità e delle nuove tecnologie. Vivo e lavoro a Milano, Busto Arsizio e svolgo consultazioni psicologiche online attraverso l'uso di skype. Da quando ho cominciato a studiare psicologia mi sono appassionato alle sue molteplici applicazioni, che la rendono una delle scienze più poliedriche che ci siano. Dall'aiuto a chi si trova in un momento problematico allo sviluppo dell'ergonomia, dalle tecniche di rilassamento alla meditazione, dalle applicazioni in ambito lavorativo allo studio della fisiologia del cervello la psicologia è diventata protagonista di una serie di ambiti diversissimi compreso l'utilizzo delle nuove tecnologie sia in senso positivo che negativo. In questo blog cerco di dare informazioni utili a colleghi psicologi e a persone interessate a conoscere questo mondo profondo e poliedrico. Per ogni domanda e curiosità che avete potete scrivermi attraverso il modulo che c'è nella pagina "chi sono" del sito. Ogni suggerimento è gradito! Se invece vi interessa una consulenza psicologica online cercate le informazioni nell'apposita sezione!

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