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Facebook è un’ossessione?

Un infographic su facebook trovato su onlineschools.org
Un infographic su facebook trovato su onlineschools.org

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Ho trovato in rete una di quelle informazioni grafiche che mi piacciono e questa volta è a proposito di Facebook, il noto social-network che costituisce ormai un caso per tutti quelli che si occupano di internet, di comunicazione, di reti e di adolescenti.

Come tutte le realtà nuove che si evolvono velocemente Facebook è capace di creare opposte fazioni nelle opinioni della gente,dividendole quasi in tifoserie. (In realtà questa tendenza noi esseri umani ce l’abbiamo quasi naturale: basti pensare all’eterna dialettica tra progressisti e conservatori o tra i puristi e gli evoluzionisti nelle questioni di linguistica.)

C’è naturalmente chi lo odia e ritiene che sia la fonte di tutti i mali del mondo moderno, c’è chi lo ama e lo ritiene una strumento straordinario per mettere in comunicazioni le persone e mantenere le relazioni. Come spesso succede in questi casi la verità starà da qualche parte tra le due visioni. Anzi, la verità è che probabilmente non c’è una verità ma, come sempre, punti di vista legittimi che dipendono dalle premesse con le quali affrontiamo i problemi, dalle informazioni che selezioniamo per supportare le nostre premesse e dalla nostra capacità di guardare ad ogni fenomeno come ad una realtà complessa.

 

L’infographic di cui vi parlo (e che vedete visualizzata in alto a sinistra di questo articolo) ha il pregio di soffermarsi sui dati e non sulle valutazioni, vediamone qualcuno:

  • ad oggi ci sono circa 500 milioni di persone che posseggono un profilo su Facebook, cioè circa una su 13 rispetto alla popolazione mondiale. Non so se ci sia un modo di contare i profili che sono inattivi, quelli doppi e quelli creati per scherzo, nel qual caso il numero sicuramente si ridurrebbe, ma quel che rimane è che il fenomeno di Facebook ha creato un movimento che non ha probabilmente pari nel resto della storia dell’uomo. Che persone di ogni paese, credo religioso, professione, età abbiano trovato Facebook interessante la dice molto lunga su come siamo fatti noi esseri umani.
    Invece di vederci una forma di morbosità o una radicata tendenza al perdere tempo al computer io leggo in questo fenomeno una dei principi fondamentali della psicologia sistemica e cioè il fatto che ciò che conta per gli esseri umani è la relazione.
  • Il 48% delle persone tra i 18 e i 34 anni guarda gli aggiornamenti di Facebook appena sveglio. Certo, questo ci sembra molto strano, no? Di sicuro ci deve essere qualcosa di interessante e di importante su questo social network per essergli così fedeli. Io credo che l’interesse, lungi dall’essere dovuto agli aggiornamenti in sé e per sé (gli status di Facebook raramente sono perle di saggezza), stia nel senso di comunità (community se preferite l’inglese) che si crea su internet. Le persone che si incontrano in rete sono tante, nel caso di Facebook corrispondono ipoteticamente a tutta la mia rete di amicizie. Anche se è passata una sola notte è probabile che sul social network siano successe delle cose: qualcuno si è parlato, qualcun altro ha condiviso un filmato o un articolo interessante, il problema di alcuni utenti è quindi quello di non rimanere esclusi da tutte queste attività. Quand’ero al liceo uno dei momenti importanti della giornata era passare dal bar prima di entrare a scuola. In genere al bar si ritrovava la componente sociale più interessante, per cui diventava fondamentale andare a raccogliere i pettegolezzi, le notizie del giorno e comunque raccogliere informazioni di prima mano che sarebbero poi state spendibili durante le ore di scuola.
    Ecco, se dovessi paragonare Facebook a qualche attività precedente la sua creazione, lo paragonerei a questo: per chi vuole interagire in una comunità è importante essere informato, mantenere i contatti coi membri della comunità stessa e poter fare da amplificatore per le notizie o gli eventi interessanti.
  • Gli utenti tra i 18 e i 24 anni (età del college) crescono più velocemente degli altri, al ritmo del 74% ogni anno. Che gli utenti giovani siano quelli che utilizzano di più Facebook non ci stupisce: sono quelli che possono gestire il tempo nella maniera più libera, hanno accesso ad un computer e ad una connessione ovunque siano (anche grazie agli smartphone), inoltre sono quelli che conoscono bene le tecnologie e vivono un periodo della vita estremamente aperto alle relazioni con gli altri e alla conoscenza reciproca.
  • Il 57% delle persone parla ad altre persone più su Facebook che nella vita reale. Anche questo non dovrebbe stupirci più che tanto se consideriamo la tipologia di comunicazione che vige su Facebook: nella vita reale noi decidiamo di parlare con qualcuno o quando siamo costretti a farlo o quando ci fa piacere. Se ci fa piacere, in genere, ci impegniamo in conversazioni di un certo spessore, che hanno una durata abbastanza estesa da poter essere gratificanti per noi e per gli altri, su Facebook tutto questo non è necessario. Lasciare un commento in bacheca ad un amico o fare un breve scambio in chat non è impegnativo, inoltre si può sempre uscire agevolmente da una conversazione cosa che non sempre è possibile nella vita reale.
  • Il 48% dei giovani americani dicono di scoprire le notizie su Facebook. Certo questo è un po’ preoccupante. In parte Facebook permette di risolvere il problema della complessità di reperire informazioni mediante la selezione fatta da altri sulle informazioni stesse. “Se qualcuno ha scelto di condividere queste notizie allora saranno importanti” potrebbe pensare uno degli appassionati del social network. Inoltre se qualcuno ha condiviso la notizia significa che questa può diventare oggetto di confronto e conversazione per tutta la sua rete di amici ed è dunque automaticamente  di potenziale interesse. La questione che qui è richiamata è, credo, quella tra una modalità attiva o passiva di utilizzo delle

Senza nessuna pretesa di esaustività ho voluto condividere qualche riflessione su un tema che è sempre più di attualità.

Aggiungo il video che riporta i maniera dinamica le stesse informazioni dell’infographic.

 

The World Is Obsessed With Facebook from Alex Trimpe on Vimeo.

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A proposito di Davide Baventore

Davide Baventore - Psicologo

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Mi chiamo Davide Baventore, sono uno psicologo sistemico, appassionato di teoria della complessità e delle nuove tecnologie. Vivo e lavoro a Milano, Busto Arsizio e svolgo consultazioni psicologiche online attraverso l'uso di skype. Da quando ho cominciato a studiare psicologia mi sono appassionato alle sue molteplici applicazioni, che la rendono una delle scienze più poliedriche che ci siano. Dall'aiuto a chi si trova in un momento problematico allo sviluppo dell'ergonomia, dalle tecniche di rilassamento alla meditazione, dalle applicazioni in ambito lavorativo allo studio della fisiologia del cervello la psicologia è diventata protagonista di una serie di ambiti diversissimi compreso l'utilizzo delle nuove tecnologie sia in senso positivo che negativo. In questo blog cerco di dare informazioni utili a colleghi psicologi e a persone interessate a conoscere questo mondo profondo e poliedrico. Per ogni domanda e curiosità che avete potete scrivermi attraverso il modulo che c'è nella pagina "chi sono" del sito. Ogni suggerimento è gradito! Se invece vi interessa una consulenza psicologica online cercate le informazioni nell'apposita sezione!

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